Linee Guida

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Sono nato a Roma il 27 agosto 1976.  Attualmente i miei contributi appaiono sul quotidiano di Torino CronacaQui (TO) e sul mensile a tiratura nazionale il Borghese fondato da Leo Longanesi, nonché sulle riviste di studi tradizionali e filosofici Vie della Tradizione ed Antarès (della casa editrice Bietti). Ho collaborato con le riviste Area e L’Officina, con i quotidiani Secolo d’Italia e Linea.  I miei articoli sono caratterizzati da un’impronta “tradizionalista”: che si tratti di recensioni, di critica politica, di riflessioni su temi storico-culturali o di analisi di un qualunque avvenimento attuale, il punto di vista assunto è tendenzialmente quello della Tradizione. L’interpretazione della realtà muove dall’aver assimilato concetti e studi di molteplici autori della suddetta corrente. La necessità di andare oltre al capitalismo spinto e al materialismo storico più acceso traspare dai miei scritti. Questo non significa ch’io mi fermi al passato negando ogni aspetto dell’epoca post-moderna, piuttosto significa saper guardare al futuro con la consapevolezza che la disillusione, le deviazioni religiose e politiche, la narcotizzazione delle coscienze e la morte delle ideologie sono soltanto la conseguenza della perdita di punti di riferimento. Punti di riferimento che, per definizione, per esistere abbisognano di un “ordine” tanto interiore  quanto esteriore, il primo riferendosi alla sfera della persona, il secondo a quella della società. Il mondo in cui viviamo è organizzato attraverso moltissime regole, eppure proprio il loro numero sconfinato può fornire un’ulteriore chiave di lettura alla confusione che giganteggia al giorno d’oggi. Invece di unirsi le coscienze si spaccano e a prevalere è l’individualismo più spiccio. Il ripristino di valori comuni che affondino le proprie radici in dimensioni superiori, il ruolo dell’immaginazione come motore primo di ogni attività umana positiva, il senso della comunità di individui, sono elementi, questi, che devono necessariamente tornare a far parte della formazione delle generazioni più giovani al fine di ristabilire non solo una buona coscienza civile quanto la serenità per l’individuo reso nuovamente, in tal modo, consapevole e proiettato in una vita ricca di prospettive caratterizzata da una maggiore fiducia in se stessi.

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  1. “O Dante o Benigni”, le gaffe di Roberto | dettagliTV

    […]  Mauro Scacchi Posted in Archivi, Attualità, Cultura « Comico scrittore o scrittore “comico”? You can leave a response, or trackback from your own site. […]

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