Vademecum per i giovani. ALLARME intrusi.

Posted on gennaio 9, 2015

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il Borghese 1-2015_Copertina

Vademecum per i giovani. Allarme Intrusi_il Borghese 1-2015_SCACCHI Mauro (sul mensile il Borghese 1/2015)

Vademecum per i giovani. ALLARME intrusi.

«Allarme intrusi! Allarme intrusi!» tuonava la voce dagli altoparlanti sovrastata dal suono di una sirena quando si violava un perimetro invalicabile. Accadeva nella realtà, accadeva nei film; adesso, forse, nemmeno più nei film. Non si capisce, pare, chi oggi siano gli intrusi, né quale sia il perimetro invalicabile. Le nostre frontiere nazionali, decisamente, tutto sono fuorché invalicabili. Il nostro sistema d’allarme si è rotto e parliamo del sistema principale, quello dentro di noi, il senso di autoconservazione; il buon senso insomma è svanito. In Italia arriva chiunque, quando e come vuole. L’allarme resta muto, forse un basista ha disinserito la sirena o ha dato il sonnifero agli Italiani affinché non possano udire nulla.

Qualcuno però si sta svegliando egualmente. Lo gridano le periferie, anche le forze dell’ordine sono stanche e chissà che, tante di quelle volte, di fronte al problema “esterno” il popolo riesca stavolta a ricompattarsi. Additare come razzisti tutti coloro che non concordano con la politica dell’invasione legalizzata è non soltanto fazioso, è proprio da deficienti. I fatti di Tor Sapienza e di Torrevecchia nella Capitale, così come quelli analoghi accaduti a Torino nel mese di Novembre, gli insulti ai poliziotti da parte di immigrati resi audaci dal permissivismo dilagante fino al ferimento di una donna in divisa, sono tutti avvenimenti che segnano l’aggravarsi di una situazione ormai insostenibile. I Rom lanciano sassi davanti alle scuole (ma per la Boldrini «i Rom vanno valorizzati», come riportava il Giornale il 15 Novembre) e giovani in cerca di visibilità, figli di papà che si sono autoeletti difensori degli zingari, aggrediscono chi vuole vedere i campi nomadi (com’è successo a Matteo Salvini l’8 Novembre a Bologna). Larghe frange della politica seguitano a dare manforte agli stranieri scellerati, siano essi Rom, Sinti o Vattelapesca. Masochismo? Convinzioni ideologiche? C’è forse di mezzo la ricerca della santità a scapito di noialtri cittadini che paghiamo le tasse e che al primo sgarro ci beccano subito, tracciati come siamo in ogni modo possibile? Forse, e forse no.

«Tu c’hai idea quanto ce guadagno sugli immigrati? Il traffico di droga rende meno», dice Salvatore Buzzi durante una telefonata. Una frase che spiega, meglio di tanti fronzoli perbenisti e benpensanti, la realtà che sta dietro il sistema accoglienza. Buzzi, capo della cooperativa rossa 29 giugno, si era ben inserito in un giro d’affari niente male dove i fondi per i centri d’accoglienza venivano in parte dirottati a varie cooperative. Gli inquirenti hanno chiamato «Sistema Odevaine» l’organizzazione mafiosa che sfruttava a proprio vantaggio l’emergenza immigrati, in quanto tra i nomi che contano è comparso Luca Odevaine, uomo che sedeva al Tavolo di coordinamento nazionale sull’immigrazione e che si vantava, dalla sua posizione privilegiata, di poter orientare i flussi di danaro. Odevaine è stato Vicecapo di Gabinetto del sindaco Veltroni, poi direttore della Polizia provinciale di Roma dal 2008, quando Zingaretti era Presidente della Provincia, fino al 2012 e inoltre si occupava della gestione dei grandi eventi per conto del Campidoglio. Orbene, non fa certo piacere vedere Alemanno abbracciato o seduto a poca distanza da gentaglia come il boss degli zingari Casamonica, quelli che a Tor Vergata regnano pressoché indisturbati per capirci, ma bisogna dire le cose come stanno: le ruberie colorate di rosso, per mezzo delle cooperative, la fanno da padrone in questa storia di associazioni mafiose frammiste a vergognose politiche sociali. Sorgono poi lecite domande al pensiero che nel 2010 Poletti, attuale ministro del Lavoro non indagato pei fatti di Roma è bene precisarlo, allora presidente di Lega Coop andò a una cena organizzata da Buzzi.

Mare Nostrum è servita a salvare molte vite ci dicono, quel che è sicuro è che ha incrementato la tratta degli esseri umani e invogliato migliaia di Africani a raggiungere le nostre coste; non da ultimo ha significato profitto per l’indotto di tipo mafioso di cui facevano parte uomini di fiducia della sinistra, più esattamente del Pd, come appunto Odevaine arrestato il 2 Dicembre. Dal primo Novembre Mare Nostrum ha passato il testimone a Triton, operazione condotta da Frontex ‒ vale a dire dall’Ue, cui hanno aderito numerosi Paesi europei; i media sinistrorsi (tipo Repubblica il 13 Ottobre), hanno già contestato il fatto che Triton non aiuterà i profughi ma penserà maggiormente alla difesa delle frontiere, aggiungendo che i fondi stanziati sono inferiori rispetto a quelli messi a disposizione per Mare Nostrum. C’è davvero una parte degli Italiani che pensa più agli immigrati irregolari che agli Italiani stessi. Se non si chiama masochismo questo…

Il punto è che di delinquenza ne abbiamo già a sufficienza grazie a molti nostri connazionali, parte dei quali spinti ad agire in modo illecito proprio a causa d’un governo che anziché comportarsi da buon padre di famiglia si atteggia da aguzzino, per tollerare la delinquenza venuta da fuori. Se ho un figlio ladro non significa ch’io debba accogliere in casa tutti i ladri del quartiere; il quartiere è tutto attorno a noi e dalla borgata “Africa” di delinquenti ne sono arrivati a iosa. Se la criminalità diffusa sempre più spesso giunge dal continente nero, il constatarlo non può essere visto come razzismo: molto semplicemente il degrado e i crimini aumentano in modo proporzionale all’immigrazione, soprattutto quella africana. Cosa credevano gli Africani arrivati in Italia, di poter andare in giro liberamente occupando case, spacciando droga e incrementando la prostituzione? Già tutto questo avviene, segno che non si è voluto porre un freno al problema. L’Italia è un contenitore piccolo, non è arduo capire che tutti non ci si sta, perciò bisognerà scegliere: o fuori loro o fuori noi. L’ultima opzione è, per chi scrive, inammissibile.

Mentre muore la previdenza, l’occupazione diviene sempre più precaria e aumentano le tasse, mentre i piccoli agricoltori inizieranno a vendere i propri terreni per i costi troppo elevati, si riversano su suolo italico nuovi occupanti, lavoratori che per due spicci saranno i mezzadri del futuro. Per troppo tempo abbiamo sentito proposte atte a far diventare Italiani addirittura chi non parla la nostra lingua e magari viene da zone del mondo dove si pratica il Voodoo e i diritti umani sono giornalmente calpestati. C’è un disegno che vede in costoro i futuri Italiani? Noi non ci stiamo!

Delinquenza è delinquenza e se oggi essa ha iniziato a parlare swahili o romanì non è certo colpa di chi lo fa notare, ma di coloro che sul degrado e la criminalità ci speculano e, forse, sperano di far fuori gli Italiani, quelli veri che però non si arrenderanno. Noi non ci arrenderemo. Non si tratta più di accettare o meno l’ineluttabilità di un’Italia multietnica, ma di rifiutare categoricamente un’Italia sempre più povera, corrotta e priva degli elementi tipici di una Nazione.

Mauro Scacchi

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