“Elucubra-azioni” di Arigardo Lenzi. Estratti dall’edizione Masca del 1929.

Posted on novembre 25, 2014

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“La vita scorre come sabbia in una clessidra rotolante nello spazio, manto scuro ricco di miliardi di stelle; stelle lontane miliardi di anni la cui luce non può non far sgorgare una lacrima: troppo distanti per scaldare, per aprire il cuore alla realizzazione di sé, troppo vicine per passare inosservate, per consentire di gioire nell’ignoranza conoscendo solo il buio. Rotola, il tempo che tra le dita sfugge; rifuggono i nostri mille occhi dal lucore assassino ma sempre, infine, lo rimirano, e lo rincorrono al pari di mille maratoneti che inseguano un traguardo posto sulla superficie interna di una sfera, una sfera che si gonfia, mille traguardi irraggiungibili. La speranza uccide la speranza, guardare l’infinito strugge tanto quanto tenere gli occhi bassi. Non c’è consolazione qui, sospesi tra la terra e il cielo, qualunque sia la terra, ovunque sia il cielo. Se i contorni sbiadiscono non dolertene, l’unico cammino rimasto sarà il tuo, ogni passo sarà IL traguardo, non UN traguardo, perché troppe luci o accecano, se forti, o impoveriscono la vista che si sforza di coglierle nell’oscurità, se deboli. Lascia da parte l’universo, sarà lì per i momenti in cui cercherai il fascino del dolore cosmico, lascia stare la clessidra di legno che imprigiona il tuo pensiero sulla linea delle rughe e delle partite perse: non più sospeso ma radicato in te stesso, sii dunque la radice della tua vita, in ogni istante. Diventa tu stesso il cielo e la terra e tutto ciò che sta nel mezzo. Parti da lì, anzi riparti da lì, meglio ancora comprendi di essere sempre stato lì, lì con te e per te, tu luce e tenebre, esempio e allievo, padre e figlio, il passato e il futuro in un istante e in un punto racchiusi” (Arigardo Lenzi, “Elucubra-azioni”, – L’Imagister, edizioni Masca, 1929).

“La fantasia nasce dall’elaborazione personale di storie e miti precedenti mescolandoli all’interpretazione dei mondi fisico e onirico, sulla spinta di una necessità interiore di guardare oltre il grigiume quotidiano. L’immaginazione è lo strumento utilizzato dalla fantasia per creare nuovi spazi umani al di là dei confini dettati dall’omologazione sociale e culturale. Se muoiono i miti, muoiono le storie; se muoiono le storie la fantasia resta senza nutrimento; senza nutrimento l’immaginazione diviene inservibile e considerata alla stregua di un passatempo insulso e da nullafacenti. Chi detiene il potere dell’immaginazione sa conservare la magia delle fantasie passate per trasmetterla alle nuove generazioni, sempre che gli venga permesso. Un’umanità priva di fantasia è un’umanità piatta e lobotomizzata. In futuro sarà sempre più indispensabile pensare alla figura del maestro dell’immaginazione, colui che, da vero ribelle, potrà ricondurre la mente umana fuori dagli angusti argini del conformismo materialista. Il suo nome, allora, potrà essere “Imagister”, e da lui ci recheremo per riapprendere l’arte dell’invenzione pura, recuperando anche la capacità di stupirci di fronte a una bella storia condita di elementi eminentemente meravigliosi” (Arigardo Lenzi, “Elucubra-azioni” – L’Imagister).

“Non ho mai visto il deserto, le giungle tropicali o i grandi ghiacciai del Nord. Ogni luogo ha uno spirito con cui dialogare e il mio confronto con le forze del mondo è solo agli inizi. Eppure avverto già le prime note, corde dell’anima pizzicate al pensiero di questa stupefacente casa che ci ospita, come una musica che soggiace al mio quotidiano respiro” (Arigardo Lenzi, “Elucubra-azioni”).

“Quando scende la sera e salgono i pensieri ricordati che puoi riscrivere la tua vita, che non è mai troppo tardi, che le catene si possono spezzare; il mondo respira con te e ciò che ti soffoca va scrollato via senza timori. Rammenta: tu sei il protagonista della tua vita. Nessuna minaccia sarà mai più forte di quella cui tu consentirai di minare la tua serenità. Il male proverà a corrodere la tua autostima, in tanti proveranno gusto a giudicarti, dirti cosa fare e non fare, cercare di metterti all’angolo. Tu sii la tua stessa luce, questi demoni-comparsa svaniranno o resteranno a cianciare nella foschia. Se il tuo cuore è buono e il tuo animo sincero non tentennare mai; avanza inossidabile con saggezza e audacia perché la via dei giusti è proprio lì che attende i tuoi passi” (Arigardo Lenzi, “Elucubra-azioni”).

“Lo senti? È il profumo del mare. Il mare senza sponde, l’orizzonte senza cielo. È il profumo delle infinite possibilità, quelle che ci vengono celate, presentate sotto mentite spoglie; il luogo dove le onde sbattono sulla nostra incomprensione, nate da una mano lontana che tira una leva, noi dimentichi di avere nel pugno la presa di corrente” (Arigardo Lenzi, “Elucubra-azioni”).

“”Se nulla è come sembra, quando sembra ci sia il nulla esso allora è invece pieno di qualcosa, ma pieno si oppone a vuoto mentre nulla si oppone a tutto; se nulla si oppone a tutto, esiste solo il tutto. Così sembra. Nel tutto è ricompreso però il pieno. Perciò nel tutto si ha il vuoto. Pieno e vuoto esistono nel tutto ed esistono in nulla, poiché tutto e nulla non esistono se non nella loro esistenza probabilistica e sfuggente ad ogni precisa determinazione di tempo e di luogo. Alcuni chiamarebbero ciò il Tao” (Arigardo Lenzi, “Elucubra-azioni”).

 

 

 

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