“La pioggia fa sul serio” di Guccini e Macchiavelli. Torna l’ispettore Marco Gherardini detto “Poiana” del Corpo forestale dello Stato.

Posted on novembre 13, 2014

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La pioggia fa sul serio_CronacaQui13112014_Scacchi Mauro

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La pioggia fa sul serio (Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli; Mondadori, Milano 2014; pp. 287, € 17,50), recensione sul quotidiano torinese CronacaQui, 13 novembre 2014

L’Appennino tosco-emiliano è la cornice perfetta per un romanzo in parte giallo e in parte di denuncia sullo stato in cui versano molte montagne italiane. Dopo “Malastagione” (2011) torna Marco Gherardini detto “Poiana”, ispettore del Corpo forestale dello Stato in servizio a Casedisopra, paese in provincia di Bologna. “La pioggia fa sul serio” (Mondadori, 2014), “Romanzo di frane e altri delitti”, scritto come il precedente da Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli, arriva sugli scaffali in un momento delicato per la Forestale che, dopo 192 anni di storia e con meno di ottomila unità di personale, per volere del governo potrebbe perdere molte competenze o, addirittura, venire accorpata ad altre forze di polizia. Il libro fa pensare che questo Corpo vada invece rafforzato e riorganizzato restando distinto dagli altri, per renderlo semmai più efficiente e capillare sul territorio. Gli autori si soffermano sui compiti istituzionali più classici; niente rifiuti o filiere agroalimentari da controllare, che pure sono settori di punta della Forestale. La cura dei boschi di castagni viene meno e giunge il dissesto idrogeologico: quando la pioggia sembra non smettere mai, a Casedisopra succede il finimondo tra smottamenti e fiumi di melma. Un geologo scompare dopo aver accompagnato per giorni un architetto inglese in giro per edicole votive e oratori immersi nel verde. Poiana, che su quei monti c’è nato e cresciuto, investiga con il maresciallo dei carabinieri Barnaba. Personaggi indimenticabili costellano la narrazione, uno per tutti Adùmas, vecchio ex bracconiere. L’indagine parte attutita come il rumore delle gocce sulle foglie, prende il colore del fango e infine regala al lettore il sapore agrodolce d’un mondo che è la vera spina dorsale del nostro Paese.

Mauro Scacchi

La pioggia fa sul serio_CopertinaFrancesco GucciniMacchiavelli

Copertina del libro e foto dei due autori, da sinistra: Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli

Di seguito, una prima versione in bozza dell’articolo, successivamente ridotto come di consueto. Si noti l’ulteriore libro citato in fondo in cui il protagonista è un Forestale, Nazario, ambientato negli anni Cinquanta (Come il lupo, Einaudi 2005).

L’Appennino tosco-emiliano è la cornice perfetta per un romanzo in parte giallo e in parte di denuncia sullo stato in cui versano molte montagne italiane. Dopo “Malastagione” (2011), torna Marco Gherardini detto “Poiana”, ispettore del Corpo forestale dello Stato al comando della stazione di Casedisopra, paese immerso nei boschi in provincia di Bologna. “La pioggia fa sul serio” (Mondadori strade blu, 2014), “Romanzo di frane e altri delitti”, scritto come il titolo precedente a quattro mani da Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli, che non abbisognano di presentazioni, arriva sugli scaffali delle librerie in un momento delicato per la Forestale che, dopo ben 192 anni di storia e con meno di ottomila unità di personale, per volere del governo rischia di perdere molte competenze o, addirittura, di venire accorpata ad altre forze di polizia. Il libro di Guccini-Macchiavelli fa pensare che, forse, questo Corpo vada invece rafforzato e riorganizzato, restando distinto da tutti gli altri per renderlo semmai più efficiente e capillare sul territorio, cercando di non farne strumento di propaganda politica. Gli autori si soffermano sui compiti istituzionali più classici, quelli svolti allo scopo di proteggere un ambiente sempre più abbandonato a sé stesso. Niente rifiuti o filiere agroalimentari da controllare quindi, per quanto tali settori siano ormai di punta nella Forestale. Il governo dei boschi, la cura del suolo e del soprassuolo per intenderci, viene meno e giunge il dissesto idrogeologico: frane, smottamenti, e quando la pioggia sembra non smettere mai a Casedisopra succede il finimondo. Un geologo mandato da non si sa chi scompare dopo aver accompagnato per giorni un architetto inglese in giro per edicole votive e oratori testimoni di un’epoca passata, dislocati nel verde, finché non ricompare privo di vita. Poiana, che su quei monti c’è nato e cresciuto, investiga in parallelo con il maresciallo dei carabinieri Barnaba. Personaggi verosimili costellano la narrazione: i fratelli Fonso e Doardo detti i Seivadghi, selvaggi, Benito il titolare dell’omonima trattoria, Adùmas il vecchio bracconiere, il giovane parroco polacco Don Stanislao, il fido Farinon sovrintendente della Forestale. Un’indagine che prende il colore del fango e parte attutita come il rumore delle gocce sulle foglie, rimbalza tra un affresco di Piero della Francesca e una truffa non perpetrata, e infine regala al lettore il sapore agrodolce di un mondo che è la vera spina dorsale del nostro Paese. Il duo Guccini-Macchiavelli rende onore al territorio e al Corpo forestale dello Stato; sono pochi i libri che hanno per protagonisti dei Forestali e per chi fosse interessato si consiglia anche la lettura dello splendido “Come il lupo” scritto da Eraldo Baldini (Einaudi, 2005), ambientato negli anni Cinquanta.

Mauro Scacchi

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