Vademecum per i giovani. DIAMO DEL TU alla schiavitù.

Posted on novembre 8, 2014

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Vademecum per i giovani. DIAMO DEL TU alla schiavitù. (sulla rivista mensile il Borghese, novembre 2014)

Ascoltiamo da mesi una banalità dopo l’altra. Una promessa dopo l’altra. Assistiamo a schermaglie fittizie il cui unico scopo è dividere il popolo. Gli 80 euro al mese, l’art. 18 dello statuto dei lavoratori, il Tfr in busta paga. Vagheggiate o attuate, le idee di questo governo servono a fare propaganda e ottenere consensi. I sindacati fanno schifo, l’hanno lasciato intendere Le Iene nella puntata del primo ottobre scorso (le sigle confederate negli anni hanno spesso brillato in quanto a lontananza dai problemi reali dei lavoratori e hanno ignorato bellamente i precari; strana, però, quest’improvvisa avversione per i sindacati). I contratti pubblici sono bloccati, nel privato molti adulti perdono il lavoro e non possono mantenere i figli, figli che un lavoro non lo trovano; nessuno più può permettersi una casa ma si fa la fila di notte per comprare l’ultimo giocattolo tecnologico che costa mille euro. Il comparto sicurezza vive degli umori del politico e del ministro di turno: specialmente il Pd preme per fondere i vari corpi a cominciare dalla Forestale in Polizia di Stato (La Stampa, 2 ottobre 2014) il che porterebbe risparmi irrisori non comparabili a quelli che si avrebbero dimezzando parlamentari “inutili” (dato che ormai si va avanti a suon di decreti legge) o riducendo lo stipendio degli stessi nonché di consiglieri regionali, dipendenti di camera e senato e così via. In realtà è da molti mesi che va avanti questa manfrina senza rispettare vite e famiglie degli uomini e delle donne in uniforme, trattati come banderuole al vento. Si vogliono toccare le pensioni. L’indirizzo per il futuro sembra questo: pian piano non fare più contratti collettivi nazionali, ognuno per sé e Dio per tutti. La buona uscita vale solo per gli amministratori delegati delle banche che, paradossalmente, mandano in negativo il bilancio dell’azienda per cui lavorano e poi hanno liquidazioni d’oro e incarichi prestigiosi tenuti al caldo per loro.

La forbice tra poveracci e ricchi s’allarga. Arrivano disperati da altri Paesi e la finta sinistra mette in scena il solito buonismo alternato a invettive antifasciste, insomma fa di tutto per non dover tirare fuori la realtà e cioè che il Pd e compagnia sono tutti capitalisti (interessanti in proposito le tesi del giovane filosofo Diego Fusaro). La reazione della gente è incredibile: dorme. Dormono quelli che hanno cervello, figurarsi gli altri al più capaci di momentanei sdegni facilmente manovrabili. Intanto, mentre l’Europa spingeva per avere l’Ucraina nel suo grembo la stessa Europa aveva fatto sapere alla Scozia che se si fosse scissa non avrebbe più avuto i parametri per entrare in Ue, come se invece l’Ucraina fosse famosa per la sua ricchezza.

Mentre l’Europa tiranneggia si moltiplicano i movimenti separatisti interni ai singoli Paesi membri e la Francia decide di sforare il tetto del 3 per cento alla faccia della Merkel. L’Europa senza Paesi europei non esiste ma pare che ce lo siamo scordato. Tutti contro tutti, precariato a vita nel lavoro, incertezza nella sanità e nell’istruzione, assenza di cultura generale, morte dei riferimenti tradizionali (famiglia, religione); intanto Zingari, Mussulmani e Africani d’ogni credo girano nelle strade delle nostre città spaventando le persone, menando autisti d’autobus e costringendo alcuni a fare ronde notturne per tutelare i propri figli. Un Far West.

Viviamo un momento storico di portata epocale ma standoci in mezzo pochi riescono ad avere la corretta visione delle cose. Siamo in troppi nel mondo. Più di sette miliardi. A qualcosa bisogna rinunciare, le masse devono migrare, i posti migliori non sono per tutti. L’Italia deve diventare un porto di mare, un fronte di assorbimento, qualcuno l’ha deciso a tavolino. La Grecia non ha insegnato nulla? I popoli dormono, al massimo dormicchiano ma da qui a svegliarsi ce ne passa. Storditi e scettici, gli Italiani in gran parte ancora si stupiscono nell’ascoltare collegamenti altrimenti banali in merito a politica estera ed economica, andamento del mercato e Stato sociale. Un sondaggio personale ha confermato al sottoscritto quante poche persone sappiano cosa siano il Mes, la Trilaterale, addirittura la Crimea. Per non dire dell’insipienza di fronte al significato dell’acronimo “Isis”.

L’ignoranza che si sposa con la convinzione di sapere porta la gente a inorgoglirsi come un gallo prima di morire. S’inizia a pensare che “diritto” equivalga a “privilegio”. Se hai dei diritti stai meglio di me e allora crepa. E quelli sulle poltrone dorate se la ridono. Un popolo bue nonché intrinsecamente invidioso agevola la propria schiavitù più di mille carri armati. Gli Italiani pare vogliano essere schiavi non soltanto ubbidendo a diktat antidemocratici ma addirittura azzuffandosi tra loro a comando. Ci sono Italiani che con ingenuità allarmante e disarmante atteggiamento da rivoltosi in erba (spesso compagna di mille avventure; l’erba, s’intende, ma anche l’ingenuità non scherza), credono sul serio che la rivolta di Hong Kong contro la Cina sia opera di un diciassettenne illuminato, tale Joshua Wong. Questo la dice lunga sullo stato di consapevolezza del nostro popolo.

Gli Stati Uniti fanno la faccia cattiva con Putin e spingono i Paesi del Vecchio Continente a emettere sanzioni la cui prima conseguenza è, per gli stessi che le hanno emesse, un’ingente perdita economica e il rischio di passare l’inverno senza riscaldamento. Intanto i Russi si fanno più determinati. L’Ucraina, scusa eccellente per una nuova guerra fredda con annessa corsa agli armamenti, in tanti nemmeno sapevano dove fosse fino all’altro ieri ma adesso è di vitale importanza per tutti; tutti la vogliono ma quasi nessuno ha capito bene perché. La Russia firma accordi energetici con la Cina e adesso la Cina ce la sbattono in Tv ogni momento. Siamo invidiosi della Cina, i Cinesi sono brutti e cattivi, Comunisti! Non vogliono fare elezioni democratiche. Vien quasi da ridere. Qui in Italia le elezioni sono passate di moda da un pezzo. Ancora oggi è così facile sfruttare la dabbenaggine delle masse incolte; sì, le masse sono incolte a dispetto di ciò che possa pensare il giovanotto medio neolaureato e con tanti bei sogni.

Giovane, tu i tuoi sogni non li realizzerai se non chinando il capo, fattene una ragione questa è la via più breve e sicura; oppure, ma è la via più lunga e rischiosa, dovrai volteggiare sopra tutto questo fumo che hai negli occhi. Più pericoloso, certo, e azzardato, ma mille volte più soddisfacente se ne uscirai vittorioso. Non berti la vulgata ufficiale, le notizie bomba del momento, le frasi fatte della bella «ministra» che si sente statista. Cerca quello che non viene detto, che non viene fatto, cerca le cause dietro gli effetti, incastra qualche dato e ragiona con la tua testa. Soltanto allora sarai parzialmente libero. Farà male ma ne sarà valsa la pena. Aprire gli occhi tagliando via le cuciture fa sempre questo effetto.

Mauro Scacchi

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