“Quasi un romanzo”, il libro che vi spiega l’economia attraverso film e opere letterarie.

Posted on settembre 27, 2014

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Quasi un romanzo_CronacaQui 25092014_Scacchi

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Quasi un romanzo (Leonardo Martinelli; Longanesi, Torino 2014; pp. 288, € 14,90), recensione sul quotidiano di Torino CronacaQui, 25 settembre 2014

Leonardo Martinelli è un giornalista. Toscano, è vissuto a Bruxelles, Milano, Tokyo, Montevideo e Parigi lavorando per “Il Sole 24 Ore”; caporedattore di “Firstonline”, sito di economia e finanza, è autore e conduttore di vari programmi su Radio3. Pubblica “Michelle Bachelet: la primavera del Cile” (Sperling & Kupfer, 2007) e poi “Viaggio in Puglia col barone di Munchhausen” (Adda, 2009). Prendendo spunto dalle storie narrate tanto sul grande schermo che sulla carta, in “Quasi un romanzo” (Longanesi, 2014), sottotitolo “L’economia raccontata a chi non la capisce”, Martinelli schiude anche ai più retrivi le porte della materia economica. Le sue spiegazioni assumono la forma di recensioni interpolate da riflessioni sui meccanismi finanziari. Rendendo semplice l’astruso questo libro rivela il significato di termini quali spread, euribor, aggiotaggio, derivati e altri ancora. Non è un saggio né un romanzo ma una via di mezzo, un sunto di altre opere da cui parte l’abbrivo per chiarire nozioni tecniche altrimenti ostiche. Debito pubblico, fiscal compact, fondo salva stati sono parole che rimbalzano tra televisione e giornali al pari di bolla immobiliare, brics, socialismo di mercato. Di che si tratta? “Il demone della prosperità” (2009) di Koonchung ci apre gli occhi sul capitalismo cinese, “Libertà” (2010) di Franzen ci rende familiari i mutui subprime mentre Steinbeck dipinge per noi il quadro della depressione; Fitzgerald, Dickens e Guy de Maupassant avevano predetto il futuro descrivendo il proprio presente e addirittura “Mary Poppins” (1964) riesce a dir qualcosa sull’unione bancaria. Per accostarsi al miracolo industriale si consiglia “Il maestro di Vigevano” (1963) di Elio Petri con Alberto Sordi. Un volume che non può mancare nella vostra libreria.

Mauro Scacchi

Quasi un romanzo_CopertinaMartinelli

Copertina del libro e foto dell’autore

Per gli interessati, la bozza della recensione in versione lunga

Leonardo Martinelli è un giornalista con più di vent’anni di professione alle spalle. Toscano, è vissuto a Bruxelles, Milano, Tokyo, Montevideo e Parigi lavorando per “Il Sole 24 Ore”; oggi è caporedattore di “Firstonline”, sito di economia e finanza, nonché autore e conduttore di vari programmi su Radio3. Nel 2007 pubblica “Michelle Bachelet: la primavera del Cile” per Sperling & Kupfer e poi “Viaggio in Puglia col barone di Munchhausen” (Adda, 2009). Prendendo spunto dalle storie narrate tanto sul grande schermo che sulla carta, in film e romanzi, in “Quasi un romanzo” (Longanesi, 2014), sottotitolo “L’economia raccontata a chi non la capisce”, Martinelli schiude anche ai più retrivi le porte della materia economica. Le sue spiegazioni assumono la forma di recensioni lineari interpolate da riflessioni sulla natura dei meccanismi finanziari. Rendendo semplice l’astruso, questo libro rivela ciò che si cela dietro termini quali spread, euribor, aggiotaggio, derivati, subprime ed altri ancora. Non è un saggio né un romanzo ma una via di mezzo, un sunto di opere note da cui parte l’abbrivo per dare chiarezza a nozioni tecniche altrimenti ostiche, il tutto corredato da critiche puntuali ben inserite nel testo. Debito pubblico e privato, fiscal compact, fondo salva stati, microcredito e neoliberismo sono parole che ogni giorno rimbalzano tra televisione e giornali al pari di bolla immobiliare, brics, socialismo di mercato. Di cosa si tratta? “Il demone della prosperità” (2009) di Koonchung ci apre gli occhi sul capitalismo cinese, “Libertà” (2010) di Franzen ci rende familiari i mutui subprime mentre Steinbeck dipinge per noi il quadro della depressione; Fitzgerald, Dickens e Guy de Maupassant sono l’esempio di come menti acute avevano già predetto il futuro descrivendo il proprio presente e addirittura “Mary Poppins” (1964) riesce a dir qualcosa sull’unione bancaria. Insuperabile, per accostarsi a quel che fu il miracolo industriale grazie alle piccole e medie imprese, il capolavoro “Il maestro di Vigevano” (1963) di Elio Petri con Alberto Sordi tratto dall’omonimo romanzo di Mastronardi. Un quasi romanzo, come il titolo suggerisce, che si legge e rilegge con piacere, in grado di donare una consapevolezza, minima ma necessaria, di quanto accade attorno a noi e soprattutto del perché accade. Un volume che non può mancare nella vostra libreria personale.

Mauro Scacchi

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