Il tempo delle distese di grano

Posted on agosto 10, 2014

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Campo di grano

Il tempo delle distese di grano

“Era il tempo delle distese di grano, di colli generosi e fluenti ruscelli. Quando ancora un pugno di terra era una carezza per gli animi gentili e gli anziani biascicavano storie di vita, lasciando i ragazzini a bocca aperta, fatica e leggerezza riempivano di senso le giornate. Quella casa dalle imposte di legno, una piccola campana sull’uscio, è ormai cenere sotto un cielo d’illusioni. Il prato è verde scuro di liquami e secche le sorgenti in su quei monti pieni di umani graffi. Il fiato di troppe parole è una nube che schiaccia i cuori. Scivola via la bellezza. Tradisce la sua età questa chimera chiamata libertà. Cedono le assi mangiate dai tarli e già ghigna la ruspa; un sorriso per incatenarti, un altro per venderti gli anelli di ferro. Al mercato del paese la frutta si comprava o si lasciava, ma non è più così: hanno costruito un mercato più grande e quando tutti furono attratti dai banchi ricolmi di beni, vi eressero attorno un sacro edificio mettendo dei guardiani alle porte. Fuori, anche gli alberi si sono piegati: non so se la ruspa li abbia urtati o se abbiano preferito inchinarsi, come tutti, al nuovo padrone”. (Arigardo Lenzi, I giorni del mercato, edizioni Masca, 1929).

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