“Maschio bianco etero”. L’ultimo, irriverente e spassoso libro di Niven.

Posted on giugno 15, 2014

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Maschio bianco etero_CronacaQui 05062014_Scacchi Mauro

 

Maschio bianco etero_CronacaQui05062014_Scacchi Mauro

Maschio bianco etero (John Niven; Einaudi, Torino 2014; pp. 370, € 18,50), recensione sul quotidiano di Torino CronacaQui, 5 giugno 2014

Dopo “A volte ritorno” (2012) lo scozzese John Niven sforna un altro romanzo notevole, “Maschio bianco etero” (Einaudi, Torino 2014). Niven, che ha venduto più di cinque milioni di copie, scrive per “The Times” e “The Independent” e ha lavorato nell’industria discografica. La formula narrativa della sua ultima opera non tradisce le aspettative: dissacrare, fingere disinvoltura attraverso un linguaggio a tratti volgare e cinico, squarciato da lampi di profondissima umanità e commozione. L’irriverente Kennedy Marr è uno scrittore irlandese, ricco, bello e famoso che vive a Los Angeles. Dopo aver sfondato anni addietro col romanzo “Impensabile” ha scelto la via del cinema come sceneggiatore a Hollywood. Indebitato col fisco fino al collo è un inguaribile donnaiolo. I suoi problemi trovano una soluzione miracolosa: la giuria del premio Bingham decide di assegnargli mezzo milione di sterline, alla condizione d’insegnare per un anno scrittura creativa alla Deeping University nel Warwickshire. Si alternano tre mondi: quello conservatore dell’università, quello capitalista del cinema e quello della famiglia. La famiglia come alfa e omega dell’esistenza, con il fratello Patrick che si prende cura dell’anziana madre, Geraldine la sorella che non c’è più e due matrimoni sfasciati, figlia adolescente inclusa. Un climax di risate cela la mediocrità confusa per vette dorate, dopodiché accade qualcosa: un tuffo nell’animo umano che non ti aspetti, una capacità introspettiva disarmante. Nel lussurioso spendaccione, alcolista ed iracondo Marr riaffiora il giovane squattrinato d’un tempo, sì ambizioso ma ancora innocente; domande scomode si presentano sull’uscio della coscienza reclamando attenzione con la giusta dose di amarezza. Una diagnosi lo riconduce alla consapevolezza della mortalità. Il quarantenne Kennedy deve riscoprire i valori della vita, i cardini del cuore. Un libro che trasfigura la commedia in irrinunciabile tragedia senza mai perdere di vista la redenzione.

Mauro Scacchi

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Copertina del libro e foto dell’autore

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