“Correvamo più veloci dei sogni”. L’inno alla giovinezza di Nico Ivaldi.

Posted on giugno 15, 2014

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Correvamo più veloci dei sogni_CronacaQui 12062014_Scacchi Mauro

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Correvamo più veloci dei sogni (Nico Ivaldi; Editrice Il Punto – Piemonte in Bancarella, Torino 2014; pp. 320, € 8), recensione sul quotidiano di Torino CronacaQui, 12 giugno 2014

Senza nostalgia ma con vibrante vitalità, in “Correvamo più veloci dei sogni” (Il Punto, 2014), presentato alla Belgravia il 23 maggio scorso, Nico Ivaldi ci racconta la Torino fine anni Settanta attraverso gli occhi di due ventenni pronti a conquistare il mondo. Ivaldi è nato e cresciuto nella capitale sabauda dove tuttora vive; dirige “Piemonte Mese”, collabora con vari periodici ed ha al suo attivo altri quattro libri. Marco Buzergoli gira sulla sua Due Cavalli, fa il cronista a “Sport Piemonte” e vuole diventare un giornalista coi fiocchi. Yoghi, suo migliore amico, suona nella cantina d’una scuola media con il gruppo “Gli Appositi Sostegni” mentre prova a vendere enciclopedie per raggranellare qualche soldo. “Sport Piemonte” è un micro mondo rimasto alla preistoria a causa dell’ostinazione dell’editore Stocchini di non passare alla fotocomposizione. I pilastri del giornale sono il direttore Volcano e il caposervizio Fornaresio, formidabili personaggi. Qui Marco si fa le ossa e anche un nome, mentre Yoghi approda in radio continuando sempre a coltivare il sogno di divenire un chitarrista famoso. Le birrerie, le ragazze, i campi di calcio di periferia, il centro storico: la città scorre davanti ai nostri occhi pennellata da un autore che quei luoghi e quell’aria li ha vissuti e respirati. Un caleidoscopio di nomi e di luci che resuscitano e reinventano la bellezza di un’epoca altrimenti densa pure di lati oscuri. Gli anni di piombo, il rapimento Moro, tutto scivola in secondo piano innanzi alla musica e all’arte di una Torino mai così fulgida e pregna d’opportunità. La fiducia nel domani e l’incontenibile energia dei due amici sembrano soltanto per caso doversi dispiegare in un preciso tempo storico, ché la speranza riverbera dalle pagine come qualità eterna: è il ‘78 ma potrebbe essere adesso o tra vent’anni. Un’opera imperdibile che ogni giovane dovrebbe leggere per ricordarsi di non tradire mai i propri sogni, bensì credervi con entusiasmo e tenacia.

Mauro Scacchi

Correvamo più veloci dei sogni_CopertinaNico Ivaldi

 

Copertina del libro e foto dell’autore

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