I dolori di un giovane editor. La spassosa testimonianza di Alessandra Selmi.

Posted on maggio 26, 2014

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E così vuoi lavorare nell'editoria_CronacaQui_22052014_Mauro Scacchi

E così vuoi lavorare nell’editoria_CronacaQui 22052014_Mauro Scacchi

E così vuoi lavorare nell’editoria (Alessandra Selmi; Editrice Bibliografica, Milano 2014; pp. 128, € 9,90), recensione sul quotidiano torinese CronacaQui, 22 maggio 2014

Divertente e veritiero, “E così vuoi lavorare nell’editoria” (Editrice Bibliografica; Milano, 2014) è stato presentato al Salone del libro di Torino con grande successo. La folla accorsa per conoscere l’autrice, Alessandra Selmi, e ascoltare i contenuti dell’opera rispecchia l’interesse che questo piccolo libro ha destato tanto negli scrittori in erba quanto negli addetti ai lavori. Il sottotitolo strizza l’occhio a una nota opera del Goethe: “I dolori di un giovane editor”. La Selmi, infatti, di mestiere fa proprio l’editor, figura semi leggendaria e alquanto misteriosa che funge da raccordo tra un manoscritto nel cassetto e la sua (eventuale) pubblicazione. Un lavoro a volte invidiato, altre ignorato, quasi sempre incompreso. L’editor legge sei ore al giorno, è un cacciatore di refusi («qual è» non vuole l’apostrofo!) e seleziona i testi che la casa editrice potrebbe mandare in stampa; è una persona che ha scelto di leggere per dovere non riuscendo quasi più a leggere per piacere. Nel volumetto della Selmi, sorta di testimonianza biografica e vademecum per aspiranti autori, vengono descritti in modo spassoso e ironico tutti i momenti chiave della trasformazione di un’idea in un tomo presente in libreria. In un Paese in cui «tutti scrivono e pochi leggono» l’editor è preso d’assalto da conoscenti, amici degli amici e sconosciuti intenzionati a sottoporre alla sua attenzione la propria creatura, si tratti d’un saggio o di un romanzo; a seguire, lunghe telefonate e messaggi d’ogni tipo a qualsiasi ora per modificare frasi, chiedere pareri, pretendere scorciatoie. La «sindrome da persecuzione libraria» farà sì che tutti quelli che portano un plico di più di dieci pagine diverranno una minaccia. Lettere di presentazione, fiere del libro, cene con autori (possibilmente ideali) e molto altro ancora viene raccontato con stile irresistibile da chi adesso è passato dall’altra parte: un editor diventato scrittore, probabilmente è diventato anche un editor migliore.

Mauro Scacchi

E così vuoi lavorare nell'editoria_CopertinaAlessandra Selmi 2

Copertina e foto dell’autrice

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