“Utopia. Multiversum Vol. 3”. L’ultimo episodio di una saga che ha stregato ogni mondo possibile.

Posted on maggio 8, 2014

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Utopia Multiversum_CronacaQui 08052014_Scacchi Mauro

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Utopia. Multiversum. Vol. 3 (Leonardo Patrignani; Mondadori, Milano 2014; pp. 396, € 17), recensione sul quotidiano di Torino CronacaQui, 8 maggio 2014

Quando nel 2012 uscì “Multiversum” di Leonardo Patrignani la narrativa young adult era popolata per lo più da vampiri, angeli caduti e adolescenti un po’ patetici. Patrignani rinnovò il genere prendendo un tema caro alla fisica più audace: la molteplicità degli universi, la possibilità di vivere vite diverse in dimensioni parallele. “Multiversum. Utopia” (Mondadori, collana Chrysalide 2014), con la splendida copertina di Roberto Oleotto, è il terzo e ultimo episodio di una saga divenuta popolare in tutti i 18 Paesi in cui sono stati venduti i diritti, costantemente in cima alle classifiche. In esergo, citazioni di Giordano Bruno e Nikola Tesla. Se in “Memoria” (2013) le domande trovavano parzialmente risposta in un non-luogo di demiurgica creazione, in questo capitolo s’impone il giudizio di valore, si dipana il gomitolo della verità e giunge il momento delle scelte. Si alternano due mondi: Sam-En, dove Alex e Jenny sono fratelli e Marco un loro amico, e quello distopico di Gea, dove i tre non sono morti come si credeva. Una dimensione, quella di Gea, dove il Benessere non è altro che controllo e falsa libertà, come fu in Orwell o Huxley, gestito prima da Ivan e poi dalla figlia Dana col suo esercito di «potenziati». “Utopia” è un racconto di ribellione dai risvolti filosofici. Nuovi personaggi, come l’enigmatico Meuron, fanno il loro ingresso ma su tutti spiccano il vecchio Ian, cioè Marco, e ovviamente Alex e Jenny che per anni hanno fatto da cavie nel laboratorio di Synaptica. Gli eventi, come onde generate da un sasso lanciato nell’acqua, si ripercuotono in ogni spazio-tempo. Siamo tutti «prestigiatori del nostro cosmo, manipolatori del destino». Credere che una cosa possa avvenire già la sta facendo accadere da qualche parte. La domanda allora è: dove finisce il Multiverso personale e inizia quello altrui? «La mente è la chiave», scrive l’autore. I Viaggiatori potranno incontrare Leonardo al Salone del Libro di Torino, questo sabato ore 15 stand Mondadori.

Mauro Scacchi

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Copertina del libro e foto dell’autore, Leonardo Patrignani.

Per curiosi e appassionati, di seguito una delle bozze di preparazione all’articolo

Quando nel 2012 uscì “Multiversum” di Leonardo Patrignani, la narrativa fantastica rivolta al pubblico cosiddetto young-adult era popolata per lo più da vampiri, angeli caduti e adolescenti i cui poteri rivaleggiavano con quelli dei più classici supereroi dei fumetti. Le cornici immaginifiche erano soltanto la scusa per raccontare l’ennesimo romanzetto d’amore. Un panorama letterario che, seppur assumendo denominazioni diverse (urban fantasy, paranormal romance, ecc) di fatto si stava appiattendo su trame trite e ritrite e rodati cliché, salvo notevoli eccezioni (come “Muses” di Falconi e pochi altri titoli). Non che non vi sia una storia d’amore, in “Multiversum”, ma la cornice stessa qui diventa protagonista d’eccezione. Patrignani con intuito e ardimento rinnovò il genere escludendo dal suo romanzo elementi quali incantesimi esplosivi, esseri sovramondani e mitologici; prese invece un tema caro ai Misteri d’un tempo e oggi indagato dalla fisica più avanguardista, come la teoria delle stringhe nel campo della quantistica, e ne fece il supporto per una storia mirabile: la molteplicità degli universi, la possibilità di vivere vite diverse in mondi paralleli pur rimanendo, in essenza, se stessi (consci o meno di esserlo). “Multiversum. Utopia” (Mondadori, collana Chrysalide 2014), con la splendida copertina di Roberto Oleotto, è il terzo e ultimo episodio della saga, sequel di “Memoria” (2013). Una saga che è diventata popolare in tutti i 18 Paesi in cui sono stati venduti i diritti, costantemente in cima alle classifiche di tutto il mondo. Se nel secondo episodio le domande sorte nel primo libro trovavano parzialmente risposta in un non-luogo di demiurgica creazione, simile forse a un inganno di Maya, in questo capitolo alla realtà mentale dei protagonisti si giustappone la primazia della coscienza. Il giudizio di valore s’impone sulle sperimentazioni intellettuali ed emotive, i nodi vengono al pettine, si dipana il gomitolo della verità e giunge il momento delle scelte. Infine, il gomitolo si richiude e la molteplicità ridiviene unicità grazie a una geniale trovata dell’autore, che lascia non poco sorpresi e con nuovi quesiti in testa. Due possibili esistenze s’alternano nella storia, quella nella dimensione di Sam-En dove Alex e Jenny sono fratelli e Marco un loro amico, e quella distopica di Gea, dove i tre non sono morti come si credeva. Un mondo, quello di Gea, dove il Benessere non è altro che controllo (chip sottocutanei inclusi) e falsa libertà, come fu in Orwell o Huxley, gestito prima da Ivan e poi dalla figlia Dana che, avendo compreso la realtà del Multiverso intende invaderlo col suo esercito di “potenziati”. “Utopia” diventa quindi racconto di ribellione dai risvolti filosofici, dove una parte importante è ricoperta dal misterioso Meuron, altrimenti noto come Veggente Malese e tanti altri nomi. Un ruolo decisivo spetta ad Anna, che alla fine di “Memoria” era scappata assistendo all’uccisione dei suoi amici, e nuovi personaggi si affacciano sulla scena: il medico Thierry, il combattente taoista Quinto, Mark il programmatore. Su tutti, però, il vecchio Ian, cioè Marco che su Gea non ha la stessa età di Alex e Jenny, anche loro ormai maturi dopo tanti anni passati a fare le cavie da laboratorio nella struttura di Synaptica. Un romanzo d’azione frenetica, di rivelazioni sconcertanti e di eventi che, per quanto particolari, come onde generate da un sasso lanciato in uno specchio d’acqua, si ripercuotono in ogni spazio e in ogni tempo. Un simbolo, un volto senza occhi, rende l’idea di un’umanità cieca e asservita, che potrà ritrovare se stessa soltanto imparando che «ognuno di noi è capace di plasmare la sua realtà. Non esistono causa ed effetto. Ognuno di noi è il suo stesso Dio». Siamo tutti «prestigiatori del nostro cosmo, manipolatori del destino». La domanda allora è: dove finisce il Multiverso personale e dove inizia quello altrui? Dove mai potranno incontrarsi? Perché credere che una cosa possa avvenire, già la sta facendo accadere da qualche parte. «La mente è la chiave», scrive Patrignani. Per saperne di più, i Viaggiatori potranno incontrare Leonardo al Salone Internazionale del Libro di Torino, questo sabato alle 15 presso lo stand Mondadori.

Mauro Scacchi

I link alle recensioni dei precedenti capitoli della saga:

Memoria. Multiversum Vol. 2 https://mauroscacchi.wordpress.com/2013/04/15/memoria-multiversum-saga-vol-2-uno-dei-libri-piu-venduti-nella-classifica-amazon-di-fantascienza/

Multiversum Vol. 1 https://mauroscacchi.wordpress.com/2012/04/26/multiversum-un-romanzo-che-parla-di-dimensioni-parallele-di-amori-oltre-il-tempo-ed-oltre-lo-spazio-di-leonardo-patrignani/

 

 

 

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