“Futuro Anteriore” di Gianfranco de Turris. Quando la fantascienza di ieri prefigurò un nostro possibile futuro prossimo. “Il vecchio che camminava lungo il mare”, un mondo può nascere dalla solitudine e da pezzetti di vetro.

Posted on maggio 1, 2014

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Futuro Anteriore_CronacaQui 01052014_Scacchi Mauro

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Futuro Anteriore (Gianfranco de Turris; Psiche e Aurora editore, Frosinone 2013; pp. 248, € 12), recensione sul quotidiano di Torino CronacaQui, 1 maggio 2014

Gianfranco de Turris è un pilastro della letteratura fantastica del nostro Paese: ha firmato saggi e racconti, scoperto autori, curato centinaia di libri, fatto conoscere in Italia scrittori stranieri come Tolkien e Lovecraft, è consulente editoriale di case editrici tra cui Mediterranee, Bompiani e Bietti, è stato vice caporedattore di Radio Rai per la cultura e nel 2004 ha vinto il prestigioso Premio Saint Vincent. Molti i suoi articoli per il “Secolo d’Italia”, “Area”, “il Giornale” e “il Borghese”. Collaborò in modo significativo con la mitica rivista “Oltre il Cielo” di Falessi e Silvestri ed è nell’alveo della fantascienza di quei tempi che sono maturati, per lo più tra il ‘61 e il ‘66, dodici tra i suoi migliori scritti brevi ora raccolti in “Futuro Anteriore” (Psiche e Aurora, 2013). “Italian sci-fi graffiti” è, non a caso, il sottotitolo di questa iniziativa che ci mostra come il futuro immaginato ieri potrebbe facilmente realizzarsi dopodomani. A impreziosire il volume la prefazione di Luigi De Pascalis e alcuni contenuti extra posti in coda. In “Preludio” la guerra approda sulle nostre coste ma nessuno ci fa caso finché non è troppo tardi. Al pre-apocalittico “Il diagramma” segue, poco dopo, “La Nuova Terra” dove viene data una seconda opportunità all’Umanità; in “Città di notte” scopriamo una realtà ctonia oltremodo terribile e ne “Il silenzio dell’Universo” assistiamo al dialogo tra un uomo che vive su Miranda, desolata luna di Urano, e un’entità che ha milioni di anni. Alcune storie anticipano di anni Star Trek e Asimov. Di natura diversa è “Il vecchio che camminava lungo il mare” (1990; Tabula Fati, 2013), che rievoca un Poe o un Lovecraft, viaggio iniziatico che passa per la composizione d’un mosaico fatto di pezzetti di vetro raccolti sulla battigia. Tra solitudine e azione ribelle si snodano, in tutti questi differenti racconti, vicende accomunate da una narrativa la cui cifra stilistica merita un posto al fianco di Dick, Clarke ed Heinlein.

Mauro Scacchi

Futuro anteriore_CopertinaIl vecchio che camminava lungo il mare_CopertinaGianfranco de Turris 1

Copertine dei libri citati in articolo e foto dell’autore

Per curiosi e appassionati, una versione di bozza preparatoria all’articolo finale

Al nome di Gianfranco de Turris sul Catalogo Vegetti della letteratura fantastica, su Internet, corrispondono otto pagine zeppe di titoli, tra narrativa e saggistica, peraltro non esaustive poiché giungono fino al 2009 (Ernesto Vegetti è mancato a gennaio del 2010 e nessuno pare aver proseguito il suo enciclopedico lavoro). De Turris è un pilastro della letteratura dell’immaginario del nostro Paese da decenni: ha scoperto autori, curato centinaia di libri, fatto conoscere in Italia dozzine di scrittori stranieri tra cui Tolkien e Lovecraft, è consulente editoriale di diverse case editrici tra cui Mediterranee, Bompiani e Bietti, è stato vice caporedattore di Radio Rai per la cultura e nel 2004 ha vinto il prestigioso Premio Saint Vincent per i servizi radiofonici. Tutto questo, senza contare i suoi numerosi articoli su altrettanti numerosi giornali, tra cui “Linea”, “Secolo d’Italia”, “il Tempo”, “il Borghese”, “Area” e “il Giornale”. Tra le sue opere maggiori “Elogio e difesa di Julius Evola” (1997) e “Il drago in bottiglia. Mito, fantasia, esoterismo” (2007). Fu anche un collaboratore significativo, in pratica un responsabile assieme a Sebastiano Fusco, della sezione narrativa della mitica rivista “Oltre il Cielo” di Falessi e Silvestri, che uscì tra il 1957 e il 1975; è nell’alveo della sci-fi di quei tempi che sono maturati, per lo più tra il ‘61 e il ‘66, dodici tra i migliori scritti brevi del de Turris ora raccolti in “Futuro Anteriore” (Psiche e Aurora, 2014), tratti a loro volta da un’altra antologia del 1988 allora edita da Solfanelli. A impreziosire il volume la prefazione di Luigi De Pascalis e alcuni contenuti extra posti in coda, tra cui un saggio di Falessi (estratto da “Cartografia dell’Inferno”, Elara 2012) e un vademecum alla lettura di Max Gobbo. “Italian sci-fi graffiti”, non a caso, è il sottotitolo di questa iniziativa che ci mostra come il futuro immaginato ieri potrebbe facilmente realizzarsi dopodomani. In “Preludio” dei giovani scanzonati non s’avvedono che una guerra è in arrivo e la loro superficialità sembra simile a quella che troppo spesso si può vedere in giro oggi. Al pre-apocalittico “Il diagramma” fa seguito, poco dopo, “La nuova terra” dove viene data una seconda opportunità ad un’Umanità alla deriva; in “Città di notte” ritroviamo intuizioni che svelano una realtà ctonia oltremodo terribile e ne “Il silenzio dell’Universo” assistiamo al sublime dialogo tra un uomo che vive e lavora da solo su Miranda, desolata luna di Urano, e un’entità che ha milioni di anni. Storie che toccano temi solo successivamente ripresi in Star Trek e da Asimov. Di natura diversa è invece il racconto lungo “Il vecchio che camminava lungo il mare” (1990; Tabula Fati, 2013), che rievoca piuttosto un Poe o un Lovecraft e che è insieme un canto di struggente solitudine e di poesia, un viaggio iniziatico che passa per la composizione di un mosaico fatto di pezzetti di vetro raccolti sulla battigia. «Questa è la vita: qualcuno che attende sempre qualcuno che non torna mai», ci rammenta l’autore tanto da quest’ultimo titolo che da “Il silenzio dell’Universo”, citando il Ray Bradbury de “La sirena”. Tra malinconia e azione, ribellione e distruzione, si snodano dunque vicende diverse tra loro eppure unite dal filo di una narrativa che, va detto senza indugio, merita ormai un posto al fianco di Dick, Silverberg, Clarke ed Heinlein.

Mauro Scacchi

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