La “Torino Noir” dell’800 Sabaudo, di Renzo Rossotti

Posted on aprile 25, 2014

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Torino Noir (Renzo Rossotti; Yume Edizioni, Torino 2014; pp. 192, € 15), recensione sul quotidiano di Torino CronacaQui, 24 aprile 2014

Renzo Rossotti, classe 1930, a Torino è un’istituzione. Giallista, saggista, giornalista cacciatore di memorie e memoria storica egli stesso, ha dedicato la vita a divulgare le vicende più curiose della capitale sabauda. I libri pubblicati che portano il suo nome sono circa settanta. Il suo ultimo lavoro è rivolto a quell’intricata congerie umana che si snodava sotto la Mole più di un secolo fa. “Torino Noir” (Yume, Torino 2014), che sarà presentato alle 18,45 il 9 giugno al Golden Palace Hotel, spiega già nel sottotitolo il suo contenuto: “Crimini e misfatti dell’800 Sabaudo”. Ventisette capitoli in cui notizie di cronaca si mescolano alla superstizione popolare, laddove l’opinione pubblica fu «pronta a scorgere in un dubbio appena percettibile, in una esitazione del racconto, qualcosa di misterioso». L’Ottocento torinese si dispiega sotto lampioni brumosi e lungo vicoli bui dove attendono i mariuoli, mentre strani prodigi accadono dentro sontuose dimore, tra festini e sedute spiritiche. A Palazzo Levaldigi il conte Trucchi organizza un’orgia; le luci si spengono, una ballerina è a terra trafitta da un pugnale e un diavolo ghigna dal batacchio d’un portone. Carlo Alberto è al centro d’una congiura e di mezzo c’è una cuoca ventriloqua. Cavour muore, circondato da medici, in pochi giorni; complotto o cure sbagliate? Omicidi nell’oscurità, nei pressi s’aggirano figure incappucciate; ci sono croci e croci, alcune s’infiggono nel terreno, altre si piantano nel petto. E ancora: inquietanti rumori di catene, cadaveri e sette segrete, le predizioni di Vans Clapié il mago di via dei Mercanti, la morte di Cassinis, le imprese de ‘l Cit ladro di prim’ordine, Lombroso e la sua conversione allo spiritismo, le coche (bande giovanili) e l’opera di Don Bosco. Queste ed altre storie da cui emerge l’ansia del tempo per tutto ciò ch’era inquietante e nascosto nell’ombra. Proprio come adesso. Rossotti sarà al Salone del Libro l’8 maggio con Massimo Centini, Spazio autori, ore 20.

Mauro Scacchi

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Copertina del libro e foto dell’autore

Per curiosi e appassionati, di seguito una bozza di preparazione all’articolo

Renzo Rossotti, classe 1930, a Torino è un’istituzione. Giallista, saggista, giornalista cacciatore di memorie e memoria storica egli stesso, ha dedicato la vita a divulgare i fatti più misteriosi e le vicende più curiose della capitale sabauda. I libri pubblicati che portano il suo nome non si contano più, c’è chi dice siano ormai oltre settanta. Non essendoci spazio, qui, per lo sconfinato elenco delle sue opere, andiamo dritti al suo ultimo lavoro come sempre rivolto a quell’intricata congerie umana che si snoda sotto la Mole. “Torino Noir” (Yume Edizioni, Torino 2014), spiega già nel sottotitolo il suo contenuto: “Crimini e misfatti dell’800 Sabaudo”. Ventisette capitoli in cui notizie di cronaca si mescolano alla superstizione popolare, laddove l’opinione pubblica fu «pronta a scorgere in un dubbio appena percettibile, in una esitazione del racconto, qualcosa di misterioso». Un Ottocento, quello torinese, che si dispiega sotto lampioni brumosi e lungo vicoli bui dove attendono i mariuoli, mentre strani prodigi accadono dentro sontuosi palazzi, tra feste senza pudore e sedute spiritiche; personaggi di spicco si mescolano con ciarlatani d’ogni risma, perché l’ingenuo e lo spavaldo non hanno classe sociale. A Palazzo Levaldigi il conte Trucchi organizza un’orgia; la luce va via, si sente un grido, una ballerina è a terra trafitta da un pugnale. L’assassino? il diavolo in persona. Via San Domenico, di notte s’odono strepiti e sferragliare di catene dietro antichi muri; quando interviene la polizia per aprire una breccia arriva indicibile il terrore. Presso Palazzo di Città, un gendarme rinviene un cadavere; un caso avvolto da subito nel mistero, denso di sette segrete i cui scopi ancora s’ignorano. Lo scultore Spalla muore sul divano di casa; la moglie parla d’un ragazzo venuto a portargli un pacchetto da parte dello speziale, ma davvero andò così? Il superstizioso Carlo Alberto fu al centro d’una congiura dove ebbe parte una cuoca ventriloqua. La morte di Cavour fu molto chiacchierata. Circondato da medici, perì in pochi giorni. Complotto o cure sbagliate? Omicidi nell’oscurità, monaci incappucciati visti nel luogo del delitto. Ci sono croci e croci, alcune s’infiggono nel terreno, altre si piantano nel petto. Le imprese de ‘l Cit, ladro di prim’ordine e incubo della Questura. Vans Clapié detto “il cinese”, mago veggente di via dei Mercanti, azzeccò sempre ogni previsione, ma molte domande restano senza risposta. Via Cernaia, il “Palazzo dei medaglioni” testimone di pietra sia della morte di Cassinis che di de Sonnaz, giganti del Regno. Lombroso, padre della criminologia, si convertì allo spiritismo seguendo Eusapia Palladino; Torino fu la città con la prima società spiritica nel 1856. Le coche, bande giovanili, e l’opera di Don Bosco. Queste ed altre storie da cui emerge l’ansia del tempo per tutto ciò ch’è inquietante e nascosto nell’ombra. Proprio come adesso. Rossotti sarà al Salone del Libro l’8 maggio con Massimo Centini, Spazio autori, ore 20; il 9 giugno al Golden Palace Hotel, ore 18,45, presenterà il suo “Torino Noir”.

Mauro Scacchi

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