“Uni Sex” di Enrica Perucchietti. Una sbirciata coraggiosa dietro un certo “genere” di mondo.

Posted on marzo 13, 2014

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Uni Sex (Enrica Perucchietti e Gianluca Marletta; Arianna Editrice, Bologna 2014; pp. 128, € 9,80), sul quotidiano di Torino CronacaQui, 6 marzo 2014

Enrica Perucchietti e Gianluca Marletta dopo “Governo Globale” (2013) sfornano un altro libro di grande attualità: “Unisex” (Arianna Editrice; Bologna 2014), che affronta con coraggio il tema evidenziato dal sottotitolo “La creazione dell’uomo senza identità”. Ospite fissa di “Mistero” su Italia1, con alle spalle saggi già divenuti classici come “Il Fattore Oz” (2012) e “Dmt” (2013), la torinese Perucchietti è una conosciuta e stimata studiosa di ciò che accade dietro le quinte della storia; testimoni ne sono le riuscitissime presentazioni dei suoi lavori, come quella di ieri sera alla Libreria Fenice di via Porta Palatina proprio su “Unisex”. Di cosa si tratta? Il titolo allude all’ideologia gender, che promuove la fine della differenza tra maschile e femminile asserendo ch’essa sarebbe solo morfologica poiché nella sostanza deriverebbe da una costruzione culturale (come affermava lo psichiatra John Money). Il volume parla del tentativo di annientare l’identità sessuale per imporne l’uniformità attraverso strumenti del mondialismo. Lo scopo è la creazione dell’uomo nuovo nonché lo sdoganamento della pedofilia (per Kinsey, guru della rivoluzione gender, i bambini sono creature pienamente consapevoli dunque non esisterebbe un’innocenza da corrompere). Una tesi forte destinata a incontrare reazioni facilmente intuibili. Eppure, leggendo anche ciò che a priori potrebbe destare dubbi si scopre che esistono lobby che strumentalizzano gli omosessuali «per raggiungere scopi che vanno ben oltre i diritti civili». Diversi provvedimenti sovranazionali (Onu, Ue) e nazionali (Unar) sembrerebbero dimostrarlo. Un’omologazione tesa alla scomparsa d’ogni scelta intima per meglio controllare le masse. S’intreccia con tutto ciò la depopolazione teorizzata dall’eugenetica e dal transumanesimo, tra i cui araldi vi fu Julian Huxley (cofondatore dell’Unesco e fratello del romanziere Aldous). Insomma, controllo demografico. Fantascienza? No, leggete “Unisex” e ne scoprirete delle belle.

Mauro Scacchi

Unisex_CopertinaPerucchietti 1Perucchietti 2Perucchietti 3 Copertina del libro ed alcune foto dell’autrice torinese

Per i curiosi e gli appassionati, di seguito una versione di bozza lunga preparatoria all’articolo finale

Gli autori Enrica Perucchietti e Gianluca Marletta dopo “Governo Globale” (2013) sfornano un altro libro di grande a attuale interesse. Il loro nuovo coraggioso e scorrevole saggio, “Unisex” (Arianna Editrice; Bologna, 2014), affronta il tema delicato evidenziato dal sottotitolo “La creazione dell’uomo senza identità”. Ospite fissa di “Mistero” su Italia1, con alle spalle titoli già divenuti classici come “Il Fattore Oz” (2012), “I maestri invisibili del nuovo ordine mondiale” e “Dmt” (entrambi del 2013), la torinese Perucchietti è ormai una conosciuta e stimata studiosa di ciò che accade dietro le quinte della storia più recente (e non solo, anche grazie alla sua laurea in Storia delle religioni); testimoni ne sono le riuscitissime presentazioni dei suoi lavori, come l’ultima, soltanto ieri sera alla Libreria Fenice di via Porta Palatina proprio su “Unisex”. Di cosa tratta esattamente questo testo? Il titolo allude, come chiarito dalla stessa scrittrice durante una delle sue molte interviste rilasciate nel mese scorso, in particolare per Radio Gamma, all’ideologia gender e non all’omosessualità, come di primo acchito si sarebbe portati a credere. Il volume parla del «tentativo di annientare l’identità sessuale per imporne l’uniformità attraverso strumenti del mondialismo. Lo scopo è la creazione dell’uomo nuovo nonché lo sdoganamento della pedofilia». Una tesi forte, destinata a incontrare incomprensioni e reazioni facilmente intuibili. Eppure, sapendo guardare lontano e sapendo leggere anche ciò che a priori potrebbe destare dubbi, si scopre che esistono lobby che strumentalizzano gli omosessuali «per raggiungere scopi che vanno ben oltre i diritti civili». La dittatura dolce proposta da Aldous Huxley in “Mondo nuovo” si sta progressivamente attuando attraverso lo sdoganamento di ogni atteggiamento sessuale, compresa la pedofilia. Diversi provvedimenti sovranazionali e nazionali lo dimostrano fin dalla fondazione dell’Unesco ad opera di Julian, fratello di Aldous. Finanziamenti in tal senso arrivarono e arrivano dalla Rockfeller Foundation, Soros, Bill Gates e molti altri. Sembra pazzesco ma è la realtà. Manipolazione del pensiero comune, per cui non già si vuole far accettare ciò che ieri era ritenuto diverso, quanto al contrario si vuol convincere che ciò che ieri era reputato normale pian piano dovrà divenire diverso. Un sovvertimento, una falsa integrazione che tende all’omologazione dell’umanità, a un livellamento che prevede la scomparsa d’ogni scelta intima e personale al fine di poter meglio controllare la popolazione mondiale. Si sta decretando la fine della polarità sessuale al pari del ruolo genitoriale (ricordate genitore 1 e genitore 2?). L’ideologia gender promuove la fine della differenza tra maschile e femminile asserendo che essa sarebbe solo una differenza morfologica, poiché nella sostanza deriverebbe soltanto da una costruzione culturale. In Svezia esistono già asili in cui i bambini si appellano tra loro con pronome neutro (che in svedese non esiste, è stato inventato apposta!). Per Kinsey, padre della rivoluzione gender, i bambini sono creature pienamente sessuate e consapevoli, dunque non esisterebbe un’innocenza da corrompere. Argomenti che giustificano la pedofilia, che da atto empio diverrebbe addirittura naturale. S’intreccia con questa ideologia lo scopo della depopolazione, un tempo teorizzata dall’eugenetica, oggi dal transumanesimo. Coppie gay non possono fare figli, al più possono averne spendendo soldi per uteri in affitto e simili. Di mezzo, quindi, ci sarebbe anche il controllo demografico. Fantascienza? No, leggete “Unisex”, quanto meno per avere una visione più ampia di come va il mondo.

Mauro Scacchi

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