“Norwegian Wood”. L’amore a Tokyo negli anni Sessanta.

Posted on marzo 4, 2014

0



Norwegian Wood_CronacaQui 27022014_Scacchi

Norwegian Wood_CronacaQui27022014_Scacchi

Norwegian Wood (Haruki Murakami; Einaudi, Torino 2013; pp. 410, € 13), recensione su CronacaQui, 27 febbraio 2014

Ama i gatti, la letteratura americana e ha preso la patente a Roma. Ha mancato d’un soffio il Nobel l’anno scorso. Si chiama Haruki Murakami, nato a Kyoto nel ’49, ed è il più enigmatico e famoso scrittore nipponico al mondo. Nel 2013 Einaudi a ripubblicato “Norwegian Wood” (1987), stampato dapprima nel 2006, romanzo di formazione che si discosta dal surrealismo onirico delle altre sue opere quali “La fine del mondo e il paese delle meraviglie” (1985), “Kafka sulla spiaggia” (2002) e l’acclamato “1Q84” (2009). Soltanto in Italia Murakami ha venduto oltre un milione di copie; apprezzatissimo a Torino dove s’è parlato di lui sia al Circolo dei Lettori che alla Borgopò prendendo spunto da “I segreti di Murakami” (Vallardi, 2013) di Teruhiko Tsuge. “Norwegian Wood”, tradotto da Giorgio Amitrano, è incardinato sulla figura di Toru Watanabe che, ormai adulto, torna con la mente ai tempi dell’adolescenza e dell’università di Tokyo alla fine dei Sessanta mentre ascolta l’omonima canzone dei Beatles. La stessa canzone preferita da Naoko, ex fidanzata del suo migliore amico Kizuki toltosi la vita a 17 anni. Toru e Naoko s’avvicinano sempre più, sboccia l’amore ma la fragilità della ragazza la conduce a un malessere profondo tanto da venire ricoverata in una clinica. Toru s’innamora anche di Midori, compagna di studi estroversa e piena di vita. Il protagonista ha solidi valori morali e opta per un sentimento platonico che non rovini la purezza di ciò che prova: è l’adolescente che vuol divenire adulto senza rinunciare all’innocenza. La solitudine, l’amore e la morte sono temi ricorrenti affrontati senza sversamenti di miele ma con lucida malinconia. Molte le citazioni letterarie e musicali, da Salinger a Fitzgerald, da Simon & Garfunkel a Debussy (caro all’autore soprattutto mentre scriveva a Roma gran parte del libro). In primavera sempre per Einaudi uscirà il suo ultimo lavoro, “L’incolore Tasaki Tsukuru e il suo anno di pellegrinaggio”, da tenere senz’altro d’occhio.

Mauro Scacchi

Norwegian Wood_Copertina ed 2013 Super ETMurakami 1

Copertina e foto dell’autore

Per i curiosi e gli appassionati ecco la bozza di preparazione all’articolo, ovviamente più lunga del prodotto finale

Ama i gatti, la musica e la letteratura occidentale, è giapponese ma ha preso la patente a Roma. Ha mancato d’un soffio il Premio Nobel l’anno scorso. Si chiama Haruki Murakami, nato a Kyoto nel ’49, ed è il più enigmatico e famoso scrittore nipponico al mondo. Nel 2013 Einaudi a ripubblicato “Norwegian Wood” (1987), un romanzo di formazione che si discosta dal surrealismo onirico tipico delle altre opere dell’autore, ad eccezione forse de “A sud del confine, a ovest del sole” (1992). D’obbligo citare alcuni dei suoi titoli più noti e visionari, colmi di realtà parallele, stramberie quasi alla Jacovitti e sottili incantesimi: “La fine del mondo e il paese delle meraviglie” (1985), “L’uccello che girava le Viti del Mondo “ (1994), “Kafka sulla spiaggia” (2002) e l’acclamato “1Q84” (2009). Soltanto in Italia Murakami ha venduto più d’un milione di copie ed in patria ogni suo nuovo libro riesce a venderne diverse centinaia di migliaia nel primo weekend di distribuzione. Apprezzatissimo a Torino, dove in diverse occasioni si è parlato del suo vissuto e del suo mirabile stile narrativo, sia al Circolo dei Lettori che in diverse librerie come la Borgopo’ prendendo spunto da “I segreti di Murakami” (Vallardi, 2013) di Teruhiko Tsuge. “Norwegian Wood”, tradotto da Giorgio Amitrano, è incardinato sulla figura di Toru Watanabe che, ormai adulto, su un aereo atterrato ad Amburgo torna con la memoria ai tempi della sua adolescenza e dell’università alla fine degli anni Sessanta, mentre ascolta la canzone dei Beatles scritta da John Lennon per l’album “Rubber Soul” (1965), “Norwegian Wood” appunto. La stessa canzone preferita da Naoko, l’ex fidanzata del suo migliore amico Kizuki toltosi la vita a 17 anni. Toru e Naoko si avvicinano sempre di più, sboccia l’amore ma la fragilità della ragazza la conduce a un malessere sempre più profondo finché non viene ricoverata in una clinica psichiatrica sulle montagne. Toru s’innamora anche della sua compagna di studi Midori, estroversa e piena di vita, il contrario di Naoko. Il protagonista non è un rubacuori superficiale, tutt’altro: ha solidi valori morali e preferisce a lungo un sentimento platonico che non rovini la purezza di ciò che prova per entrambe le ragazze. Watanabe rappresenta l’adolescente che vuol divenire adulto senza rinunciare all’innocenza interiore. La solitudine e la morte sono temi che ricorrono spesso nel testo, agrodolci nelle riflessioni solo all’apparenza fredde e distaccate dell’autore che, senza inutili sversamenti di miele, ci riconduce così a momenti di malinconica grandezza in cui tutti sappiamo riconoscerci. Personaggi come Nagasawa, giovane spregiudicato e amante al pari di Toru de “Il grande Gatsby”, o il muscolare Sturmtruppen dal temperamento da leader, fanno da contraltare all’animo crepuscolare del protagonista. Molte, nel libro, le citazioni letterarie e musicali, da Salinger a Dickens, da Simon & Garfunkel a Ray Charles, da Ravel a Debussy (che l’autore ascoltò mentre scriveva a Roma gran parte del romanzo). «Ogni volta che penso a questo romanzo, ancora oggi alla mie mente affiorano i paesaggi dell’Italia degli anni ottanta. Per questo, se i lettori italiani lo amassero non potrebbe esserci per me gioia più grande» afferma l’autore nella prefazione. In primavera, sempre per Einaudi, uscirà il suo ultimo lavoro, “L’incolore Tasaki Tsukuru e il suo anno di pellegrinaggio”, da tenere senz’altro d’occhio. Vale la pena ricordare che da “Norwegian Wood” è stato tratto un film nel 2010, per la regia di Tran Anh Hung e con Ken’ichi Matsuyama nel ruolo di Toru Watanabe. La versione cinematografica non è assolutamente all’altezza del romanzo, ciononostante le atmosfere ricreate grazie ad alcune inquadrature, al pari di alcune scene azzeccate che quasi riescono a condensare in pochi momenti le sensazioni poetiche e struggenti del testo, riproducono almeno in parte suggestioni e ambienti del capolavoro letterario di Murakami.

Mauro Scacchi

Annunci
Posted in: CRONACAQUI (TO)