“Il Signore dei Gasepiu” è la parodia riuscitissima del Signore degli Anelli, scritta in italo-piemontese.

Posted on febbraio 1, 2014

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Il Signore dei Gasepiu_CronacaQui 30012014_Scacchi Mauro

 

Il Signore dei Gasepiu_CronacaQui30012014_Scacchi Mauro

Il Signore dei Gasepiu (Lorenzo Papagna; Editrice Il Punto – Piemonte in Bancarella, Torino 2013; pp. 112, € 9), sul quotidiano di Torino CronacaQui, 30 gennaio 2014

Nel 1969 Henry Beard e Douglas Kenney della rivista umoristica americana “Harvard Lampoon” pubblicarono “Bored of the Rings” (“Il Signore dei Tranelli”, Fanucci 2002), una parodia del “Signore degli Anelli” autorizzata dallo stesso Tolkien. Il capolavoro del professore di Oxford viene oggi rivisitato in forma comica dal torinese Lorenzo Papagna (alias Gian Lurens ed San Salvari). Si tratta de “Il Signore dei Gasepiu” (Il Punto, 2013), prefato da Massimo Tallone, un volumetto breve che si fa desiderare sin dalla copertina, illustrata dalla bravissima Lucrezia Galliero. L’esistenza d’una parodia italiana del fantasy per antonomasia già di per sé merita attenzione, ancor più quando numerose locuzioni verbali sono rigorosamente in piemontese. Proprio così. La parlata piemontese, almeno per chi la conosce e ne può godere (per gli altri vi sono utili note a piè di pagina), si presta ad esilaranti costruzioni letterarie. Sette capitoli, un prologo e un epilogo, un indice di personaggi e luoghi, alberi genealogici, mappe, insomma il testo di Gian Lurens ha una struttura all’apparenza seria e meticolosa, il che aggiunge una buona dose di risate quando poi si vanno a leggere i contenuti. I Gasepiu di Sutanaciuenda, gli Elfi di Ciapalòn, i cavalieri di Brut Melcul al servizio dell’oscuro Falabràch… eroi e malvagi in un’avventura senza eguali, al termine della quale resteranno impressi a lungo nella mente il prode Gargagnàn, Signore dei Gasepiu e sposo di Gatamorta, il potente mago Gadàn Algrìs, il nano Brut ma Bun, i fratelli Fol Mènamica, Fate Furb e Fulatun e molti altri ancora. Il bene deve trionfare sul male, ma per vincere gli odiosi Trùssdlabajona e i Gramcabasta occorre ritrovare il libro magico “Tirtenabàla”. Un climax inarrestabile di umorismo genuino vi travolgerà, tra parole magiche («Bòja fàuss, fame passè») e mostri terribili (come il drago Bagna Cauda e la bestia alata Tanfadrùgia). Senza offesa per Tolkien che, anzi, avrebbe senz’altro saputo apprezzare.

Mauro Scacchi

Il Signore dei Gasepiu_CopertinaLorenzo Papagna

Copertina e foto dell’autore

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