“Il Richiamo del Cuculo”. Rowling, da Harry Potter al giallo.

Posted on dicembre 13, 2013

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Il Richiamo del Cuculo_CronacaQui 12122013_Scacchi

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Il Richiamo del Cuculo (Robert Galbraith; Salani Editore, Milano 2013; pp. 464, € 16,90), recensione sul quotidiano Torino CronacaQui, 12 dicembre 2013

Dismessi i panni della mamma di Harry Potter, Joanne Kathleen Rowling ha ormai imboccato la via del mistery. L’anno passato con “Il seggio vacante” riscosse tiepide critiche tra i fan anche se il successo economico fu eccezionale. La Rowling ha voluto testare uno stratagemma per capire se le sue nuove storie fossero in grado di attrarre consensi una volta nascosta la propria identità. Da qui il trucco dello pseudonimo per “Il Richiamo del Cuculo” (Salani, 2013; da un mese nelle nostre librerie), a firma di Robert Galbraith. Risultato: uscito a fine aprile in Uk in tre mesi vendette meno di duemila copie. Va detto che le recensioni furono ottime a fronte degli scarsi guadagni. Il nome vero celato dietro allo pseudonimo fu però presto svelato e le vendite s’impennarono immediatamente. L’autrice ha dichiarato che da piccola amava il nome di Elle Galbraith, chissà perché, e se a ciò s’aggiunge la devozione per il grande economista scomparso nel 2006, John Kenneth Galbraith (occhio alle iniziali), ecco spiegata la scelta del nome d’arte. Il titolo del romanzo deriva da una composizione di Christina Rossetti, poetessa britannica non estranea a Byron. “Il Richiamo del Cuculo”, tra hard-boiled e noir, inaugura la prima storia del detective Cormoran Strike, veterano squattrinato dell’Afghanistan lasciato dalla fidanzata Charlotte. Quando la top model Lula Landry precipita da un balcone a Mayfair suo fratello John Bristow non crede al suicidio e incarica Strike d’indagare. Lo sfavillante mondo della moda nasconde zone d’ombra che l’ex soldato deve affrontare con l’assistente Robin, precaria interinale con la quale instaura un’amicizia profonda. È Londra la vera protagonista, dal quartiere di Soho ai pub dell’East End magistralmente ricreati. Le atmosfere crepuscolari, gli intrighi e l’inner space dei personaggi sono davvero ben resi perciò, Hogwarts permettendo, si tratta di una buona lettura, tutt’altro che una perdita di tempo. Già pronto il sequel atteso per il 2014.

Mauro Scacchi

Si riporta qui di seguito, per gli affezionati, bozza lunga dell’articolo

La mamma di Harry Potter ci riprova e stavolta pare che abbia fatto centro, strategie di marketing incluse. Dismessi i panni da creatrice di favole moderne, Joanne Kathleen Rowling ha ormai imboccato la via del mistery e affini. L’anno passato con “Il seggio vacante” riscosse un tiepido successo di critica tra i suoi fans, che forse erano corsi, più per curiosità, a comprarsi il libro con la segreta speranza di trovarvi almeno qualche arcana pozione; il successo economico, manco a dirsi, c’è stato eccome, grazie alla notorietà dell’autrice e conseguente numero di vendite. La Rowling ha voluto testare uno stratagemma per capire se il suo stile e le sue nuove storie fossero in grado di attrarre consensi una volta che non fosse stato possibile associarli immediatamente a lei. Da qui il trucco dello pseudonimo, adottato per il nuovo volume, “Il Richiamo del Cuculo” (Salani, 2013), in originale “The Cuckoo’s Calling” edito da Sphere, a firma di un certo Robert Galbraith. Risultato: uscito a fine aprile in Uk, in tre mesi meno di duemila copie acquistate, la norma per uno scrittore esordiente che magari scrive bene ma che nessuno conosce. Va detto, per onestà, che le recensioni furono ottime a fronte degli scarsi guadagni. Dato che la pubblicità in questo mondo è tutto, non tardò che il nome vero celato dietro allo pseudonimo venne svelato e le vendite, com’era prevedibile, s’impennarono a diversi milioni. L’autrice ha dichiarato che fin da piccola amava il nome di Elle Galbraith, chissà perché, e se a ciò s’aggiunge la devozione per il grande economista canadese scomparso nel 2006, profeta dell’odierna crisi, John Kenneth Galbraith (si notino le iniziali), ecco spiegata la scelta del nome d’arte della penna britannica più ricca sulla piazza. Un po’ come quegli attori che stentano a scrollarsi di dosso i panni dei loro personaggi più riusciti, e che faticano a trovare riconoscimenti in nuove interpretazioni, così è, se vi pare, anche per gli scrittori di chiara fama ingabbiati nelle creazioni letterarie che han dato loro notorietà e seguaci in tutto il mondo. Come riporta il noto sito illibraio.it, il titolo del romanzo deriva da una composizione dedicata a chi muore giovane di Christina Rossetti, poetessa britannica non estranea a Byron (il fratello della madre era il medico del famoso esponente del Romanticismo inglese). “Il Richiamo del Cuculo”, tra hard-boiled e noir, inaugura la prima storia del detective Cormoran Strike, veterano squattrinato dell’Afghanistan dove ha perso una gamba e da poco lasciato dalla fidanzata Charlotte. Quando la celebre modella Lula Landry precipita da un balcone a Mayfair, Londra, suo fratello John Bristow, avvocato, non crede al suicidio e incarica Stike d’indagare. Il mondo della moda, fatto di luci e clamore, nasconde molte zone d’ombra che l’ex soldato deve affrontare con l’assistente Robin, una precaria con la quale instaura una profonda amicizia. È Londra la vera protagonista, dal quartiere di Soho ai pub dell’East End. La struttura è semplice e diretta: Stike interroga in ogni capitolo i conoscenti di Lula, topo model drogata, per acquisire informazioni e prove. Un giallo classico che ha nell’approfondimento dei protagonisti, compresa Lula seppur defunta, e nell’ambientazione magistralmente ricreata, i suoi punti di forza. Le atmosfere crepuscolari, le bassezze morali, gli intrighi e l’inner space dei personaggi sono davvero ben curati e resi, perciò Hogwarts permettendo si tratta di una buona lettura, tutt’altro che una perdita di tempo. Già pronto il sequel, atteso per il 2014.

Il Richiamo del Cuculo_copertinaJ.K. Rowling

 

Copertina e autrice (J.K. Rowling, nome vero dietro allo pseudonimo maschile di Robert Galbraith)

 

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