“Marsiglia Blues”, quando la musica si sposa con la dannazione

Posted on novembre 17, 2013

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Marsiglia Blues (Andrea Monticone; Edizioni 881 Agency, Roma 2013; pp. 256, € 16,90), recensione su Torino CronacaQui, 14 novembre 2013

Joe il dannato tra sesso, donne e blues

«A quel tempo suonavo la steel guitar per chi mi pagava. Forse vi chiedete cosa diavolo sia una steel guitar. Intanto è una chitarra. Nel country e nel blues la si suona appoggiandola sulle ginocchia con una barretta di metallo detta bottleneck per sfiorare le corde». Uno strumento di nicchia che in pochi sanno suonare, come Joe il protagonista di “Marsiglia Blues” (881 Agency, 2013), l’ultima creazione letteraria di Andrea Monticone, giornalista esperto di nera e giallista torinese. Joe, invero Giovanni Casetti, è un musicista in gamba che si ritrova a suonare con l’astro nascente Bruno Lucien Serrat; la sua vita cambia radicalmente scoprendo atmosfere proibite fino ad allora solo vagheggiate e poi esplorate oltre ogni limite. C’è odore di dannazione nel mondo delle tournée chiassose, delle donne e droghe facili, ma anche una strana magia e la sensazione di poter fare tutto ciò che si vuole. Una vita senza regole che impone riflessioni prefigurate da un dialogo su Montecristo: «Innocenti per sempre, condannati per sempre, prigionieri per sempre». Dopo “Il falsario di Porta Palazzo” (2008), “Il boia di Torino” (2010) e “Favola nera” (2012, con R. Ballacchino), usciti tutti pei tipi de Il Punto, Monticone firma quella che forse è la sua opera più riuscita, in cui la crudezza del noir consegna il testimone a un racconto psicologico che porta l’antica arte della musica al suo punto estremo: essa è creazione ma anche distruzione. Il ribelle Bruno nasconde un dolore profondo, mira alla grandezza e viaggia controcorrente. Come rinascere da un errore mortale il cui nome è Marguerite? Potranno le storie narrate da altri fuggitivi salvare l’uomo prima ancora dell’artista? «I don’t need to fight to prove I’m right» cantavano i The Who in un grido disperato che altro non era se non richiesta d’amore. Dai capitoli che richiamano titoli di note canzoni è un libro ricercato, introverso e stimolante, che conferma Monticone uno degli autori più talentuosi in circolazione.

Mauro Scacchi

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Copertina e autore

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