Ubique, il terrore è “in ogni luogo”

Posted on settembre 19, 2013

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Ubique_CronacaQui 19092013_Scacchi

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Ubique (Umberto Visani; Createspace, Charleston 2013; pp. 188, € 12,36), recensione su Torino CronacaQui, 19 settembre 2013

Umberto Visani, torinese classe 1983, è uno di quei rari scrittori in grado di trasmettere il fascino dell’ignoto. L’ha fatto con “Mondo alieno” (Arethusa, 2011), saggio sull’ipotesi parafisica che inquadra il fenomeno Ufo nella teoria delle dimensioni parallele, e lo fa magistralmente con il suo romanzo d’esordio “Ubique” (2013), tra i primi dieci titoli della classifica Amazon Kindle di fantascienza per un mese. Il testo di quest’opera è disponibile nei formati digitale e cartaceo acquistabili su Amazon (3,08 euro il primo, 12,36 euro il secondo edito dalla Createspace di Charleston, South Carolina, e presente nella Libreria Fenice di Torino). “Ubique” significa «in ogni luogo», già un indizio che lascia presagire collegamenti con le ricerche dell’autore (più volte ospite di “Mistero” e membro del Centro ufologico nazionale). La storia narra in prima persona le vicende di Gianni Luongo, uomo che ha scelto di vivere lontano dal chiasso nella periferia di Kayenta, Arizona, e che gestisce un blog di fatti insoliti. Una mattina trova un cadavere davanti alla sua roulotte assieme a un giornale del Maine dove sono evidenziate alcune offerte immobiliari. Un falso team della scientifica viene a prelevare il corpo, strane presenze si manifestano di notte e un signore con impermeabile lungo e cappello a tesa larga gli fa capire che sarebbe meglio per lui andarsene. Luongo parte per il Maine spaventato e attratto da una villa in affitto a Passadumkeag. Dopo aver preso possesso dell’abitazione inizia a ricevere telefonate inquietanti, ombre nere coprono le vetrate della mansarda e bizzarre luci compaiono nei boschi circostanti. Pian piano la verità emerge in modo sinistro. Un racconto ben scritto che da onirico si fa incubo cosmico, traghettatore d’indicibili paure; come Marco de Franchi, Umberto Visani raccoglie in Italia l’eredità di Poe, Lovecraft e King iniettando nel lettore l’orrore puro dell’incognito e il genuino terrore dell’infinito. Con un finale sconvolgente.

Mauro Scacchi

Ubique copertinaVisani 4

Copertina e autore

Bozza lunga (per i cultori):

Il mondo appare spesso piatto e miserevole ma per fortuna nasconde ancora molti segreti capaci di renderlo affascinante. Umberto Visani, torinese classe 1983, laurea in giurisprudenza cum laude nel 2007, è uno di quei rari scrittori in grado di scovarli e di raccontarli. L’ha fatto nel suo saggio “Mondo alieno” (Arethusa, 2011), agile ma serissimo trattato sulla teoria parafisica che inquadra il fenomeno degli Ufo nella più ampia compagine delle dimensioni parallele, e lo fa magistralmente con il suo romanzo d’esordio “Ubique” (2013). Il testo di quest’opera narrativa, ascrivibile alla letteratura dell’immaginario, è disponibile nei formati digitale e cartaceo entrambi acquistabili su Amazon (il primo a € 3,08, il secondo a € 12,36 edito dalla Createspace, appendice di Amazon con sede a Charleston nel South Carolina). Per i torinesi amanti delle buone e vecchie librerie si consiglia di recarsi presso la Libreria Fenice di Via Porta Palatina, dove potranno trovarne alcune copie. “Ubique”, termine latino etimo di «ubiquità», significa «in ogni luogo» ed è già un primo indizio che lascia presagire collegamenti con gli studi ufologici del Visani (che, si ricorda, è stato molte volte ospite del programma televisivo “Mistero” ed è rappresentante per il Piemonte del Cun, Centro ufologico nazionale fondato da Roberto Pinotti). La storia narra in prima persona le vicende di Gianni Luongo, uomo che ha scelto di vivere lontano dal chiasso nella periferia di Kayenta nell’Arizona. Come un novello Kolosimo, Luongo ha un blog di ufologia e fatti insoliti. Una mattina trova un cadavere irriconoscibile davanti alla sua roulotte assieme a un giornale del Maine dove sono evidenziate alcune vendite immobiliari. Iniziano subito ad accumularsi eventi inspiegabili. Un falso team della scientifica viene a prelevare il corpo, strane presenze disturbano il blogger di notte, un signore con impermeabile lungo e cappello a tesa larga gli fa visita facendogli capire che sarebbe meglio lasciare l’Arizona. Pressato da questi avvenimenti inquietanti Luongo decide di partire per il Maine, attratto dall’affitto offerto a prezzo stracciato di una grande villa nei pressi di Passadumkeag, pubblicizzato sul giornale che aveva trovato sul cadavere. Inizia così un viaggio di quasi tremila miglia in cui si cumuleranno stranezze su stranezze, come l’incontro con Padre Gibbon della Confraternita della Croce Fiammeggiante che ha scritto pure una sua Bibbia piena di citazioni all’apparenza sconclusionate. Giunto a Passadumkeag, «acqua veloce» nel linguaggio della tribù pellerossa dei Penobscot, e dopo aver preso possesso della villa, inizia a ricevere telefonate che rischiano di condurlo alla paranoia dato che all’altro capo del filo ode la sua stessa voce, ombre nere sembrano coprire le vetrate della mansarda e bizzarre luci compaiono nei boschi limitrofi. Conosce Nathan Healey, una persona cui stanno accadendo pressoché le medesime cose e pian piano la verità emerge in modo sinistro. Ogni tassello trova il suo spazio in questo racconto che da onirico si fa incubo cosmico, traghettatore delle paure più intime presenti in ognuno di noi e che coinvolgono la nostra stessa essenza, radice prima ed ultima della consapevolezza di esistere. Assieme a Marco De Franchi, Umberto Visani raccoglie l’eredità di Poe, di Lovecraft e in parte di King riuscendo ad iniettare nel lettore l’orrore puro dell’incognito e dell’infinito, suscitando genuino terrore attraverso uno stile che ha nel linguaggio conciso dei dialoghi e nelle riflessioni ossessive del protagonista i suoi punti di forza.

Mauro Scacchi

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