“Verrà la morte e avrà i tuoi occhi”. Carriera, frequentazioni e riforme di Elsa Fornero.

Posted on agosto 3, 2013

0



Verrà la morte_CronacaQui 01082013_Scacchi Mauro

 

Verrà la morte_CronacaQui01082013_Scacchi Mauro

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi (Augusto Grandi; Edizioni Italicaebook, Roma 2013; pp. 40, € 3,08), recensione su CronacaQui, 1 Agosto 2013

«Verrà la morte e avrà i tuoi occhi» è il primo verso d’una poesia di Pavese scritta nel 1950. Una poesia triste, preludio al suicidio del famoso piemontese. “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi” è, oggi, un libello scritto dal giornalista e scrittore torinese Augusto Grandi, una delle voci più rappresentative dell’informazione schietta e svincolata dalle logiche del politicamente corretto. Il pamphlet di Grandi, edito da Italicaebook e primo testo della Biblioteca degli Apoti (coloro che «non se la bevono», un omaggio a Prezzolini) diretta da Andrea Marcigliano, è un eBook acquistabile su Amazon a soli 3,08 euro. L’anno scorso Grandi e Marcigliano, assieme a Daniele Lazzeri, avevano scritto la biografia non autorizzata di Mario Monti, “Il Grigiocrate”. Grandi, con ironia e senza fronzoli, ci conduce adesso in quel «sistema Torino» che ha permesso ad Elsa Fornero di ottenere incarichi di rilievo a tutti i livelli. Il sottotitolo, “Storia semiseria della «Signora degli Esodati»”, suggerisce le intenzioni dell’autore: raccontare carriera e azione distruttiva del fu Ministro del Lavoro durante il governo degli «Incompetecnici» (neologismo grandiano). Prima di divenire famosa per le sue lacrime, le sue riforme del lavoro e delle pensioni (leggasi incremento della disoccupazione e fenomeno esodati), «Elsa la Belva» era stata Consigliere comunale a Torino al tempo del Sindaco Castellani quando vennero tagliati duemila posti pubblici, un’anticipazione della logica di macelleria sociale che si sarebbe vista più tardi. Donna di Intesa Sanpaolo e docente universitario, di fronte alla messe di suicidi causati dalla crisi non seppe far altro che dirsi dispiaciuta ma che bisognava continuare sulla strada da lei indicata; asserì, inoltre, che i giovani senza lavoro erano choosy, schizzinosi. Gli italiani hanno accettato tutto ciò e l’ultimo verso della poesia di Pavese descrive bene questo senso di silenziosa sconfitta, si spera transitoria: «Scenderemo nel gorgo muti».

Mauro Scacchi

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi_CopertinadefinitivaGrandi3

Annunci
Posted in: CRONACAQUI (TO)