“L’ipotesi del male” di Donato Carrisi. Mila contro “l’armata delle ombre”.

Posted on giugno 14, 2013

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L'ipotesi del male_CronacaQui 13062013_Scacchi

 

L’ipotesi del male_CronacaQui13062013_Scacchi

L’ipotesi del male (Donato Carrisi; Longanesi – Gruppo editoriale Mauri Spagnol, Milano 2013; pp. 432, € 18,60), su CronacaQui, 14 giugno 2013

MILA CONTRO “L’ARMATA DELLE OMBRE”

Donato Carrisi, pugliese di Martina Franca che ora vive a Roma, classe ‘73, è forse lo scrittore italiano di thriller più letto nel mondo. Il suo romanzo d’esordio, “Il Suggeritore” (2009), lo collocò sul podio di tutte le classifiche e gli fece meritare il prestigioso Premio Bancarella; seguirono “Il tribunale delle anime” (2011) e “La donna dei fiori di carta” (2012). Carrisi torna quest’anno con un altro titolo e di nuovo fa centro: si tratta de “L’ipotesi del male”, pubblicato come gli altri da Longanesi. L’autore ha la capacità straordinaria di saper traslare nella realtà ordinaria l’atmosfera dal sapore angosciante delle sue trame, sapore a cavallo tra Jeffery Deaver e H.P. Lovecraft. Nel suo ultimo lavoro ritroviamo Mila Vasquez, già protagonista de “Il suggeritore”, alle prese con un caso da incubo. Poliziotta assegnata all’ufficio persone scomparse, il «Limbo», è anaffettiva e attratta dal male. Al suo fianco Simon Berish con al seguito il cane Hitch. Uomini e donne da tempo svaniti nel nulla ricompaiono e seminano morte. Roger Valin, Nadia Niverman, André García… tutti sono tornati per commettere omicidi. Spetta a Mila il compito di capire dove siano stati negli anni della loro assenza e chi adesso li manovri e perché. Ecco dunque l’arcinemico, Kairus «il Signore della buonanotte» ai cui comandi sembrerebbe obbedire «l’armata delle ombre», culto che s’ispira al postulato antropologico dell’Ipotesi del male, per cui «è un po’ come affermare che facendo del male si può anche fare del bene, e che per fare del bene a volte è necessario fare del male». Il luogo dove si sgranellano con sapienza vicende e indizi non ha nome, è insomma un non-luogo per dirla con Marc Augé. Ritmo incalzante, capitoli ricchi di colpi di scena, descrizioni puntuali e stile privo di manierismi. Il buio travolge il lettore, costretto a fondersi con le tenebre nella speranza di diradarne la coltre venefica. Un thriller psicologico e orrifico assolutamente da non perdere.

Mauro Scacchi

L'ipotesi del male_CopertinaDonato Carrisi

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