“La malattia delle fate”. Un saggio antropologico e clinico sull’origine delle creature fatate.

Posted on maggio 17, 2013

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La malattia delle fate (Massimo Conese; Edizioni Studio Tesi, Gruppo Mediterranee, Roma 2012; pp. 232, € 14,90), recensione su CronacaQui, 16 maggio 2013

Le fate non sono solo pura fantasia

«Fortunato anche quegli che conobbe gli dèi agresti, e Pan e l’annoso Silvano e le ninfe sorelle», scriveva il poeta romano Publio Virgilio Marone nelle “Georgiche”. La prima menzione delle ninfe, fate del mondo classico, si trova però nell’”Iliade” di Omero composta almeno mezzo millennio prima di Marone. Il mondo incantato, fatto anche di elfi, gnomi e folletti d’ogni sorta, ha ispirato da sempre canzoni e leggende, fiabe e letteratura fantastica. Ci si può dunque chiedere se esista un’origine comune, quanto meno da un punto di vista epistemologico, di quest’importante pezzo del mondo immaginifico proprio della cultura umana. La domanda se l’è posta Massimo Conese in “Malattia delle fate” (Studio Tesi, 2012), studio unico del suo genere in Italia che è destinato a fare da apripista per chiunque voglia in futuro approfondire il fenomeno della nascita delle fate. Conese, nato a Bari nel ‘61, dottore in Patologia Cellulare e Molecolare e attualmente docente all’Università di Foggia, è autore di oltre settanta pubblicazioni su riviste internazionali. Già curatore delle raccolte “Fiabe e leggende norvegesi” (2001) e “Fiabe e leggende irlandesi” (2004), d’ora in poi sarà ricordato per una tesi del tutto nuova anche se per alcuni indigesta: i personaggi della dimensione fatata altro non sarebbero che l’interpretazione successiva di casi reali di persone affette da mutazioni genetiche e disformie facciali. Il testo si fregia della prefazione di Gianfranco de Turris, grande conoscitore di miti e di simboli. Conese non nega in toto le premesse simboliche circa l’origine delle fate ma predilige ad esse l’approccio materialista e antropologico. Per lui le creature fatate sono i changelings, i bambini sostituiti, gli esseri nati con malformazioni evidenti a cui veniva attribuita un’origine extra-umana. Un lavoro originale, scritto molto bene e sostenuto da una vastissima bibliografia, che include tanto Propp, Jung, Frazer e Kerényi quanto Eliade, Zolla, Guénon e Coomaraswamy.

Mauro Scacchi

La malattia delle fate_CopertinaMassimo Conese

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