C’è una “Trappola a Porta Nuova”

Posted on febbraio 28, 2013

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Trappola a Porta Nuova_CronacaQui20022013_Scacchi

 

Trappola a Porta Nuova_CronacaQui 20022013_Scacchi

Trappola a Porta Nuova (Rocco Ballacchino; Fratelli Frilli Editori, Genova 2013; pp. 195, € 9,90), recensione su CronacaQui, 28 febbraio 2013

Rocco Ballacchino fa centro un’altra volta. Già autore di “Crisantemi a ferragosto” (2009), “Appello mortale” (2010) e “Favola nera” (2012; scritto con Andrea Monticone), Ballacchino firma ora un giallo dagli inediti risvolti psicologici. “Trappola a Porta Nuova” (Fratelli Frilli, 2013) è un noir, ci sono un omicidio, una realtà che va analizzata e messa in discussione e, soprattutto, un antieroe. La città: Torino, ovviamente. Lui: Daniele Bagli, un semplice impiegato. Daniele non è un uomo d’azione e di certo non è un duro. Vive una vita monotona fatta di poche frequentazioni, ogni tanto fa visita a una ex, si confida col suo migliore amico durante la pausa pranzo e non ha particolari ambizioni. Forse è per rendere la sua esistenza meno piatta che si è iscritto a Facebook, il social network più in voga del momento, un’enorme piazza di contatti virtuali che generano l’illusione di avere molti amici. Su Facebook conosce una ragazza e se ne innamora. Bambi è il nome di lei, almeno quello pubblicato sul suo profilo. I due decidono d’incontrarsi nella realtà poiché non solo non si sono mai visti di persona, ma nemmeno parlati al telefono. Tutto inizia da qui, da un primo appuntamento alla Stazione di Porta Nuova. Lui si veste bene, compra dei fiori e attende di vederla scendere dal treno. Ma lei non scenderà mai da quel treno. Un omicidio. Una trappola per incastrare l’uomo più mite del mondo. Chi ha ucciso la ragazza? Chi era davvero Bambi e perché è stato scelto proprio lui? Mentre la Polizia restringe sempre di più le ricerche come un cappio attorno al suo collo e tutta la città ne parla, Daniele decide di scoprire da sé il vero assassino. In una torrida Torino mille pensieri assillano il fuggitivo, braccato e obbligato a vivere un incubo surreale nato da un amore solamente immaginato e mai sbocciato. Nei Ringraziamenti Ballacchino cita, oltre a Dostoevskij e Hitchcock, Massimo Tallone, ulteriore segno che il meglio del giallo è targato Torino.

Mauro Scacchi

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