“The Books of Magic”. Timothy, il maghetto sullo skate.

Posted on febbraio 4, 2013

0



The Books of Magic_CronacaQui 31012013_Scacchi

 

The Books of Magic_CronacaQui31012013_Scacchi

The Books of Magic (Neil Gaiman; Lion Comics – RW Edizioni, Novara 2012; pp. 192, € 18,95) recensito su CronacaQui, 31 gennaio 2013

Timothy, il maghetto sullo skate

Timothy Hunter non è il classico maghetto che va a scuola in divisa, libri sotto braccio e che aspetta il treno su binari invisibili. Partorito dal genio di Neil Gaiman (autore bestseller del New York Times), questo ragazzino è il protagonista di una miniserie a fumetti i cui primi quattro numeri sono inclusi nel volume “The Books of Magic” (1990), finalmente pubblicato in Italia dalla RW Edizioni di Novara su licenza dell’americana DC Comics (quella di Superman e Batman). Chi ha conosciuto le capacità narrative di Gaiman, a cavallo tra onirico e orrifico, potrà riconoscere in questa graphic novel la tensione immaginifica dell’autore già presente in “Sandman” (1989-96) o nei romanzi “American Gods” (2001) e “I ragazzi di Anansi” (2005).

La storia racconta le avventure di Timothy, un adolescente come tanti altri: jeans, maglietta bianca, occhiali e uno skateboard su cui sfrecciare per le vie cittadine. Il destino gli riserva, però, una sorpresa: viene contattato da alcuni strani individui che gli prefigurano un futuro da grande mago. Nel primo capitolo, “Il Labirinto Invisibile”, Timothy viaggerà nel passato assieme allo Straniero Fantasma e inizierà a comprendere la natura della magia. Ad accompagnarlo, da qui in poi, anche un gufo di nome yo-yo. Nel terzo capitolo, “Il Mondo delle Ombre”, sarà John Constantine, figura hard boiled con sigaretta fissa, a fargli da guida nel mondo di oggi. Negli ultimi due capitoli, “La Terra del Crepuscolo d’Estate” e “La Strada verso il Nulla”, i ciceroni di turno Dottor Occult e Mister E mostreranno al ragazzo il mondo delle fate e l’universo fino alla fine dei tempi. “The Books of Magic” non è un fumetto semplice, impregnato com’è di riflessioni filosofiche. Salvo certe similitudini estetiche, Timothy con Harry Potter non ha niente a che fare e inoltre lo precede nel tempo (HP è del 1997). Ben illustrato, comprende un’introduzione di Roger Zelazny, un grande della fantascienza statunitense (“Signore della Luce”, Premio Hugo 1968).

Mauro Scacchi

the Books of Magic_CopertinaGaiman 1

Annunci
Posted in: CRONACAQUI (TO)