“Lo scrivano di Bombay”. I colori dell’India tra amori e romanzi.

Posted on ottobre 13, 2012

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Recensito su CronacaQui, 11 ottobre 2012

Anjali Joseph, Lo scrivano di Bombay (Bollati Boringhieri, Torino 2012; pp. 270; € 17)

Anjali Joseph è un’autrice nata nel 1978 a Bombay, che scrive in inglese salvo poi utilizzare alcuni e ben mirati termini hindi; ha studiato Letteratura Inglese al Trinity College di Cambridge ed insegnato alla Sorbona di Parigi. “Lo scrivano di Bombay” (Bollati Boringhieri, 2012), tradotto in italiano da Manuela Faimali, è il suo primo romanzo e l’ha imposta come una delle migliori giovani scrittici indiane. Il titolo si riferisce ad uno dei protagonisti, lo scrivano Mohan. Egli si guadagna da vivere redigendo lettere per chi non può farlo, un mestiere antico che quasi non esiste più. Colleziona con devozione libri comprati di seconda mano e si dedica alla scrittura, quella vera, che esercita ogni tanto buttando giù brevi racconti che non fa leggere a nessuno. Mohan è sposato da molti anni con Lakshmi e la loro vita scorre monotona a Saraswati Park, quartiere periferico di Bombay (nell’induismo Saraswati è la dea della musica compagna del grande Brahma; viene spesso rappresentata assieme al fratello Ganesha il saggio e a sua sorella Lakshmi, dea della fortuna). La monotonia viene spezzata, però, dall’arrivo del nipote di Mohan, il giovane Ashish che deve frequentare a Bombay l’ultimo anno di college. In quest’anno cambieranno molte cose nelle vite dei tre protagonisti: Ashish, irrequieto e turbato dall’amore, riuscirà a terminare la scuola e a trovare la sua strada al di fuori dell’India, continuando gli studi in America; Mohan e Lakshmi avranno un momento di crisi coniugale che terminerà con una presa di coscienza del tempo che passa, scoprendo che il matrimonio, pur mutando rispetto ai primi anni, sa offrire gioie e dolori sempre diversi che solo l’amore fa superare. L’altra grande protagonista è la città di Bombay, chiamata ancora così dall’autrice nonostante da anni si chiami Mumbai: le sue strade, i suoi abitanti, le urla dei venditori al mercato e i sapori del cibo cucinato nei vicoli, tutto riporta a questa città lontana dal fascino esotico e irresistibile.

Mauro Scacchi

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