“A volte ritorno”. Spiantato e hippy: ecco Gesù oggi.

Posted on settembre 22, 2012

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Recensione de A volte ritorno, John Niven (Giulio Einaudi Editore, Torino 2012; pp. 390, € 19), su CronacaQui del 20 settembre 2012.

John Niven è uno scrittore scozzese che collabora con importanti giornali inglesi come “The Times” e “The Independent”; il suo primo romanzo è stato “Music from Big Pink”, seguito da “Kill Your Friends” (considerato da molti critici uno dei migliori romanzi inglesi degli ultimi anni) e “The Amateurs”. “A volte ritorno” (Einaudi, 2012) s’inserisce in quella scia di romanzi pubblicati ultimamente in cui s’ipotizza una nuova discesa sulla terra di Gesù, tra cui “L’ultimo testamento della Sacra Bibbia” di James Frey, con la figura del Messia che appare molto diversa e lontana da quella che tutti noi conosciamo. Dio, in pieno Rinascimento, decide di prendersi una settimana di vacanza che corrisponde a cinque secoli terrestri. Una volta tornato quello che nel frattempo è accaduto sulla Terra non gli piace per niente: guerre, genocidi, il pianeta rovinato. Urge una soluzione d’urto: rimandare sulla Terra suo figlio, affinché ristabilisca un poco d’ordine. Il giovane piomba a New York ma non sa fare nulla, tranne suonare la chitarra molto bene; si accompagna a un gruppo di “sgangherati” con problemi di vario tipo, che però diventano la sua famiglia e lo spingono a partecipare ad un reality show di talenti in Tv, viste le sue qualità musicali. La sua partecipazione riscuote successo, il ragazzo diventa una vera star. I soldi guadagnati con la trasmissione vengono investiti per acquistare della terra in Texas e aprire una sorta di “comune”, in cui sono ben accolti tutti coloro che vogliono vivere in pace con gli altri. Come l’ultima volta in cui è stato in mezzo a noi, però, Gesù troverà non poche difficoltà a far passare il suo messaggio di pace e fratellanza. Romanzo provocatorio, a tratti quasi dissacrante e comico, demolisce con grande ironia tutte le malefatte umane. Peculiare e azzeccata la descrizione della figura di Cristo: un giovane un po’ spiantato, forse simile a tanti ragazzi d’oggi, ma potente nel suo messaggio d’amore e tolleranza, lo stesso di duemila anni fa.

Mauro Scacchi

 

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Posted in: CRONACAQUI (TO)