“Fantasmagonia” di Michele Mari. Mostri e fantasmi? Esistono davvero.

Posted on agosto 26, 2012

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Mostri e fantasmi? Esistono davvero.   Su CronacaQui, 15 agosto 2012.

Michele Mari,  Fantasmagonia (Einaudi, Torino 2012; pp. 164, € 18)

Un gioiello letterario fuori dagli schemi e lontano dal chiasso dei gusti modaioli. Michele Mari, docente di letteratura italiana all’Università di Milano, con “Fantasmagonia” (Einaudi, 2012) stupisce e incanta, regalando al palato più esigente un panorama immaginario delizioso, cupo eppure vivo, gotico eppure divertente. Autore di molti romanzi, da “Di bestia in bestia” (1989) a “Rosso Floyd” (2010), passando per “Rondini sul filo” (1999), poesie e saggi, sa comporre racconti geniali. Dopo le raccolte “Euridice aveva un cane” (1993) e “Tu, sanguinosa infanzia” (1997), ripubblicati da Einaudi rispettivamente nel 2004 e 2009, “Fantasmagonia” comprende 34 racconti brevi ed eleganti, intrinsecamente coerenti pur se dai contenuti bislacchi. Affezionato al tema dei mostri connesso all’infanzia, Mari riveste le sue storie d’un sudario stilistico particolarissimo, sicché leggendole si riavverte l’antica sensazione d’essere spiati nel buio, come se qualcosa ancora potesse aggirarsi, furtivamente, nella stanza accanto quando la notte scende. I suoi personaggi sono visioni tangibili emerse da epoche passate. Osserviamo Omero e Borges discutere durante una partita di calcio (“Grecia-Argentina”), incontriamo Byron e gli Shelley quando Mary concepì Frankenstein (“Villa Diodati”) e scopriamo inediti Carrol (“Il balbuziente”), Saint-Exupéry (”Aerei e favole”) e Rimbaud (“Ogni stagione è l’inferno”). Il primo racconto, “Conversazione notturna con il mostro”, è un capolavoro di psicologia gotico-crepuscolare in cui il protagonista sconfigge un mostro evocandone uno ben peggiore e comportandosi da mostro lui stesso. L’ultimo lavoro, che dà nome all’opera, è un manuale per divenire fantasmi, originale e ironicamente terrorizzante. La condizione pre-fantasmatica richiede che, già in vita, si viva al buio, soli e disperati, in simbiosi con la casa dove si abita. Il gotico e la fantasia di Mari vanno assaporati prima che compresi, meglio se di notte, con le ombre che ammiccano sornione.

Mauro Scacchi

 

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