La forza della “Sinfonia Leningrado”

Posted on agosto 9, 2012

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Sarah Quigley, Sinfonia Leningrado (Neri Pozza, Vicenza 2012; pp. 384, € 17), recensione su CronacaQui (TO) del 9 settembre 2012.

Sarah Quigley è una scrittrice neozelandese, laureata ad Oxford; ha scritto numerosi romanzi, tra cui “Fifty days” (2004), e la sua ultima fatica, “Sinfonia Leningrado” (Neri Pozza, 2012), è stata presentata al Festival “Le corde dell’anima” tenutosi a Cremona nei primi giorni dello scorso Giugno. E’ il 30 Agosto del 1941, l’esercito tedesco ha raggiunto la città di Leningrado, fondata nel 1703 dallo Zar Pietro il Grande con il nome di S. Pietroburgo (nome che ha riconquistato nel 1991): comincia un assedio che sarebbe durato ben novecento giorni, fino al 1944, e che avrebbe lasciato la città vittoriosa ma distrutta nel profondo della sua anima. Il grandissimo compositore Dmitrij Šostakovič decide di non abbandonare la sua città e comincia a scrivere la Settima Sinfonia, meglio conosciuta appunto come Sinfonia Leningrado, un inno contro il tiranno nazista, un’esortazione al popolo russo affinché non si arrenda all’invasore. Dato che le menti più eccelse dell’elite culturale della città sono state fatte evacuare in Siberia, il compito di eseguire la Sinfonia spetta al semplice direttore dell’Orchestra Radiofonica della città, Karl Eliasberg, che ha sempre ammirato il grande compositore come fosse un genio inarrivabile. Egli riceve l’ordine da parte del Partito Comunista di ricomporre l’Orchestra Radiofonica, sciolta a causa della guerra e della morte di quasi tutti i suoi componenti per la fame e il freddo dell’inverno, e di suonare la Sinfonia a teatro affinché il popolo russo resista al nemico. Il compito, per Eliasberg, è a dir poco arduo: la maggior parte dei vecchi musicisti non c’è più, egli stesso è ridotto allo stremo delle forze ma l’amore per la ballerina Nina, per l’arte di Šostakovič e per la sua città stremata sono più forti di ogni difficoltà e lo aiutano a superare l’ostacolo, dando infine al popolo russo una ragione in più per combattere e non arrendersi. Un romanzo potente, un inno all’amore verso la propria nazione e alla forza motrice della musica.

Mauro Scacchi

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