Il mago torinese che stregò i potenti. Chi era Gustavo Adolfo Rol.

Posted on luglio 23, 2012

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IL MAGO TORINESE CHE STREGÒ I POTENTI (Domenicale, Secolo d’Italia, 22/07/2012)

Torino, città di misteri: esoterismo, massoneria, correnti rosacrociane, satanisti ma anche uomini “magici” che sfuggono a ogni etichetta. Come Gustavo Adolfo Rol. La sua notorietà, cresciuta in modo esponenziale dopo la morte, avvenuta a novantuno anni nel 1994, travalica i confini nazionali. Fervente cattolico, non si definì mai mago, veggente e tanto meno spiritista, definendosi un tramite.

Proveniva da una famiglia agiata: il padre Vittorio aveva fondato e dirigeva la filiale torinese della Comit. Il giovane Gustavo lavorò in banca a Marsiglia, Parigi, Londra e Edimburgo. Fu a Parigi che scoprì le sue facoltà, che egli definì possibilità. La sua auto si fermò, di colpo, innanzi a un negozio che in vetrina esponeva un mazzo di carte. Rol le comprò e iniziò i suoi esperimenti, cercando di individuare i semi delle carte tenendole coperte, infine riuscendovi. Fu l’inizio di una vita di prodigi. Nel 1927, sempre a Parigi, ebbe una rivelazione che così descrisse: «Ho scoperto una tremenda legge che lega il colore verde, la quinta musicale e il calore». In un secondo momento a questa “mistura mistica” aggiunse il numero 5. Prese tre lauree, in legge, economia e biologia medica; parlava inglese, francese, spagnolo, tedesco e lingue scandinave. Proseguì i suoi esperimenti con le carte e li mostrò ad Einstein in Svizzera. Nel ‘34, morto il padre, si dimise dalla banca in cui lavorava per coltivare a tempo pieno le sue possibilità, per dipingere e aiutare il prossimo.

Nel ’39 Rol fu chiamato alle armi e nel ’42 convocato a Roma da Mussolini, che aveva sentito parlare di lui. Oltre alle carte, Rol aveva sperimentato altre possibilità: vedere nel passato e nel futuro, viaggiare nel tempo, leggere a distanza, scrivere direttamente su un foglio nascosto alla vista. L’incontro avvenne a Villa Torlonia in piena notte e il Duce gli chiese come sarebbe finita la guerra. Rol rispose: «La guerra, per me, è perduta». Mussolini più d’una volta gli salvò la vita, comunicandogli le sortite dei tedeschi che intendevano prelevarlo in quanto ritenuto pericoloso. Finita la guerra, Rol aprì un negozio di antiquariato in Via Lagrange, nel centro di Torino. Acquistò a Marengo la carrozza che Napoleone usò per viaggiare da Parigi a Milano, dove fu incoronato Re d’Italia, e l’offrì in regalo alla Città di Torino che però la rifiutò. La donò allora all’Ordine Mauriziano, ma solo dopo trentacinque anni scoprì che la carrozza era stata destinata alla Palazzina di caccia di Stupinigi, dov’è tuttora.

Uomo coltissimo, studioso di lettere, filosofia e storia, conosceva bene le Sacre Scritture ed era devoto a Padre Pio, che conobbe. Selezionava le sue compagnie che riuniva attorno a un tavolo per mostrar loro i suoi esperimenti, e non volle mai sottoporsi a test scientifici finalizzati a dimostrare le sue capacità: chi voleva analizzarlo, diceva, non capiva che le sue facoltà non erano replicabili a comando. Ebbe solo due grandi detrattori, Piero Angela e Tullio Regge, ma moltissimi estimatori: da Pitigrilli a Buzzati, da Cocteau a Enzo Biagi, da Fellini all’avvocato Agnelli. Ma vollero conoscerlo anche la Regina Elisabetta II, Ronald Reagan e J. F. Kennedy che, nel suo unico viaggio presidenziale in Italia, fece appositamente tappa a Torino per incontrarlo.

Il palazzo grigio chiaro in stile Liberty di via Silvio Pellico 31, dove abitò fino ai suoi ultimi giorni, è oggi meta di turisti e curiosi. Dalle finestre del quarto piano e dai suoi balconi, ora come allora, è possibile vedere, dal lato che s’affaccia su Corso Massimo D’Azeglio, lo splendido Parco del Valentino e, più a sud, la sommità dell’omonimo Castello. Via Pellico è nel quartiere di San Salvario, un tempo residenza dell’alta borghesia, oggi borgo multietnico in cerca di riqualificazione. Sotto il portone dove fecero tappa potenti e artisti di mezzo mondo, sostano ora prostitute e spacciatori. Chissà se Rol aveva previsto anche questo.

Il mago torinese che stregò i potenti

Mauro Scacchi

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Posted in: SECOLO D'ITALIA