Esseri fatati, alieni o supereroi? Interpretazioni diverse nel tempo per medesimi fenomeni…

Posted on luglio 8, 2012

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Alieni e supereroi? Tutti film già visti nell’antichità (sul Secolo d’Italia, Domenicale 8 luglio 2012)

Articolo originale per esteso:

Superman solca i cieli, il suo respiro congela laghi e spegne incendi, il suo sguardo irradia energia. Dai fumetti al grande schermo, i supereroi assomigliano sempre più alle divinità antiche. In Watchmen, il luminoso Dottor Manhattan manipola la materia subatomica; Hancock, interpretato da Will Smith, è una creatura che da millenni abita la Terra, una sorta di angelo chiamato in modi diversi a seconda dell’epoca storica. Sembra quasi che vi sia la necessità di dare sembianze e nomi, accessibili alla mente odierna più incline all’invenzione fantastica, ad entità di cui da sempre si è avvertita la presenza. Non accadrà lo stesso per gli alieni? L’idea d’una civiltà su Marte risale alla fine dell’Ottocento, ma l’ipotesi extraterrestre ‒ disco volante, omino grigio ‒ è addirittura più recente (Aimé Michel, 1967). Di alieni e Ufo si fa un gran parlare, ma in passato dov’erano? L’affascinante libro Mondo alieno (Arethusa, 2011) del ricercatore Umberto Visani, già ospite di Mistero su Italia 1, dimostra che entità non umane da sempre sono state alla base di racconti favolistici e avvistamenti incredibili. Il folklore celtico, coi suoi folletti e le sue fate, ne è un ottimo esempio. Creature di Fairyland rapivano le donne e le ingravidavano, come ancor prima accadeva con le divinità classiche. I moderni “addotti”, rapiti dagli alieni, sono la riproposizione attuale di una credenza vecchia come il mondo. Le fate danzavano sul grano creando cerchi magici, uguali ai crop circles che alcuni dicono formarsi per l’atterraggio d’un disco volante. Nei secoli scorsi venivano avvistati vascelli volanti, mentre di carri e ruote celesti è piena la letteratura biblica. Coincidenze? Lo studio comparato di fenomeni descritti come diversi ma composti da elementi molto simili, conduce a porsi la domanda se per caso non vi sia qualcosa di vero in tutto ciò. Di che si tratta? Realtà concreta, pura immaginazione o uno squarcio nel velo tra diverse dimensioni da cui esseri sottili s’insinuano nel nostro universo? Tra gli autori citati: Evans-Wents, J. Vallée e A. Forgione. Dove termina Mondo alieno prende le mosse Il Fattore Oz (XPublishing, 2012) della giornalista filosofa Enrica Perucchietti, che esamina i fenomeni associati a un particolare stato di coscienza, quello che potrebbe aversi tra la veglia e il sonno. Tale stato consentirebbe di esperire forme di comunicazione non limitate al mondo sensibile, ma estese a realtà già note allo sciamanesimo che troverebbero giustificazione scientifica nella teoria delle stringhe e in quella olografica. Tra le molteplici dimensioni previste dalla moderna quantistica s’infilerebbe il Trickster, l’ingannatore, che avrebbe tutto l’interesse a manipolare la specie umana (proprio come, pare, certi alieni). Lo studio della Perucchietti s’avvale di un numero poderoso di note e di una consistente bibliografia, in cui trovano posto i migliori Evola, Meyrink, Eliade, Frazer, Guénon e Jung, così come Robin, Hancock, Wilson e molti altri.

Mauro Scacchi

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Posted in: SECOLO D'ITALIA