“Multiversum” di Leonardo Patrignani. Un romanzo sulle dimensioni parallele.

Posted on aprile 26, 2012

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Multiversum (Leonardo Patrignani; Mondadori, Milano 2012; pp. 341, € 16), recensione sul quotidiano di Torino CronacaQui, 26 aprile 2012

Leonardo Patrignani, nato a Moncalieri nel 1980, ha l’arte nel sangue (il papà è stato prima viola alla Scala di Milano). Ha fondato i Beholder, una heavy metal band di successo, e la sua voce è presente nei videogames Call of Duty, Assassin’s Creed, Pro Evolution Soccer e Fifa. Fu dopo la scomparsa del padre che s’interrogò sull’esistenza delle dimensioni parallele. Dalle interviste rilasciate (a Guido Barlozzetti di Uno Mattina e a Romina Minadeo di Rai Gulp) si può intuire il suo spirito inquieto, energico e, perché no, eroico. Un ragazzo che ha reagito alle avversità con una grinta potente, senza mollare mai. Amante di Stephen King e del film “Inception” con Di Caprio, questo autore arriverà molto lontano. “Multiversum” non è solo il suo romanzo d’esordio ma il riscatto di un’intera generazione di giovani italiani finora tenuti in ombra, la cui capacità di visualizzare i propri sogni sulla carta potrà d’ora in avanti essere, si spera, riconosciuta e premiata. Patrignani è un apripista: pubblica in Italia con Mondadori ma il suo agente letterario Piergiorgio Nicolazzini (lo stesso di Giorgio Faletti) è riuscito a vendere i diritti del libro anche altrove (in Francia a Gallimard, che ha pubblicato Harry Potter). “Multiversum” parla di due adolescenti, Alex di Milano e Jenny di Melbourne, che comunicano tra loro telepaticamente. Quando decidono d’incontrarsi per la prima volta scoprono di esistere in due dimensioni parallele. Inizia così un’avventura senza pari, in cui la stessa trama della realtà sarà messa in discussione. Tra veggenti, hacker profeti e viaggi astrali, “Multiversum” non è il solito urban fantasy per ragazzini ma un romanzo d’iniziazione alchemica e di formazione. La morte è un mero evento accidentale che non compromette l’esistenza di tutte le nostre manifestazioni, molteplici eppure riconducibili sempre a noi stessi. Ci auguriamo che, presto o tardi, una grande produzione cinematografica, magari statunitense, porti quest’opera sul grande schermo.

Mauro Scacchi

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Copertina del libro e foto dell’autore

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