Fiction e film, è l’ora del soprannaturale

Posted on gennaio 14, 2012

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Fiction e film, è l’ora del soprannaturale  Secolo d’Italia, 14 gennaio 2012

Esorcismo e paranormale ai nostri giorni. Viaggio tra il sacro e il profano.

Mauro Scacchi

Facciamo finta di passeggiare e mentre camminiamo assieme discorriamo, senza pretese, di esorcismo e di fenomeni paranormali.

Percorrendo il Lungotevere scorgiamo sull’altra sponda Castel Sant’Angelo e subito ci ispira due passi dei Vangeli: «Coloro che crederanno in me, nel mio nome scacceranno i demoni» (Marco 16,17), e «Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra i serpenti e gli scorpioni e sopra ogni potenza del nemico; nulla potrà danneggiarvi» (Luca 10, 17-19). Parole suggestive e potenti: credenti o non credenti, prestargli ascolto non potrà fare male. Come spesso succede a proposito di temi complessi, iniziamo alla maniera popolare, tirando in ballo cinema e televisione. Chi non l’ha visto, l’avrà sentito almeno nominare: L’Esorcista di Friedkin con Max von Sydow, film del 1973 tratto dall’omonimo romanzo scritto nel 1971 da William Peter Blatty e pubblicato in Italia da Fazi Editore (2009). Ragazzina indemoniata, sacerdoti muniti di crocifissi e testi sacri, tutto sommato finisce bene ma il dramma è assicurato. Facezie a parte, ottima pellicola, superbo libro. Facciamo un salto temporale e troviamo Il Rito, film dello svedese Mikael Hafstrom con Anthony Hopkins, uscito sul grande schermo l’anno scorso e tratto dall’omonimo romanzo-saggio del giornalista Matt Baglio del 2009, edito in Italia dai tipi di Sperling & Kupfer nel medesimo anno. Si tratta della storia di un giovane prete e della sua formazione per divenire esorcista. La televisione, però, non è da meno del cinema. La serie Supernatural creata da Eric Kripke, che oltre Atlantico prosegue senza sosta dal 2005, è approdata nel Belpaese nel 2007 e viene tuttora trasmessa su Rai 4. Due fratelli, Sam e Dean, combattono il male in tutte le sue manifestazioni, diventando loro malgrado pedine fondamentali nella lotta ancestrale degli angeli contro i demoni. Per dare battaglia agli spiriti maligni utilizzano ogni tecnica possibile, coniugando pantacoli salomonici ed esorcismi a strumenti magici e benedetti: un mix sincretista che a qualcuno farà storcere il naso almeno finché non inizierà a vedere qualche puntata della serie, dopodiché non la mollerà più. A questo punto è impossibile non citare Il tredicesimo apostolo, recente fiction di Canale 5 con Claudio Gioè e Claudia Pandolfi, attori dalle ottime capacità interpretative. Si narrano le vicende del prete teologo Gabriel (nomen omen?), membro dell’immaginaria, ma verosimile, Congregazione della Verità, e della psicanalista Claudia Munari, alle prese con ricorrenti fenomeni paranormali che il primo riconduce a reali attività soprannaturali, la seconda a più razionali motivazioni. Fede e Ragione, ancora una volta, si confrontano; che si tratti di anima o di subconscio, però, appare evidente che il confine teso a separare questi due concetti è davvero sottile, spesso inesistente. Gabriel, dimenticavamo, ha un potere che gli permette di far tornare in vita i morti, connesso in qualche modo con un incidente a lui occorso in tenera età e ad un conseguente edema cerebrale che lo pone costantemente in pericolo di vita.

Per chi ancora non se ne fosse accorto il tema del sovrannaturale non è solo molto in voga ai giorni nostri, ma sta decisamente prendendo il sopravvento su tutti gli altri. Non è questa la sede, non è questa la passeggiata in cui parlare di neospiritualismo e di correnti New Age e affini, però non è sbagliato far notare anche da qui che in questi tempi, in cui è facile perdere i punti di riferimento spirituali tradizionali, si osserva un proliferare di culti, sette e manuali di occultismo “fai da te” impressionante e preoccupante. Intanto, abbiamo attraversato Ponte Vittorio Emanuele II e, da Via della Conciliazione, ammiriamo il Cupolone in tutto il suo splendore. Fingiamo di essere al tramonto, la Basilica di San Pietro non potrebbe essere più bella. E questo ci riporta alla nostra bonaria conversazione, indirizzandola sempre più su terreni, per così dire, consentiti e sicuri, sacri. Ci ricordiamo che a Roma, di fronte a un’altra Basilica, quella di San Giovanni in Laterano, c’è la Scala Santa. In questo luogo sacro un uomo per decenni ha liberato gli indemoniati dalla possessione diabolica. Il suo nome, scolpito nella memoria dei romani, era Padre Candido Amantini, religioso passionista. Fu il mentore di un altro grande esorcista, forse oggi più noto, almeno ai più giovani: Don Gabriele Amorth, autore di numerosi libri tra cui Un esorcista racconta (EDB, 2000; 21° edizione nel 2007) e Memorie di un esorcista (Piemme, 2010). Il nostro viaggio si è fatto interiore e conta ormai solo la disposizione dello spirito. Siamo lontani dai film hollywoodiani (come, ad esempio, il pur avvincente Constantine con Keanu Reeves, del 2005), ora c’interessano le esperienze vere, quello che gli esorcisti raccontano. Padre Amorth, come altri del resto, non nega l’importanza di un esame psichiatrico o psicologico cui sottoporre i pazienti che si presentano a lui come “posseduti”. L’analisi clinica e scientifica di queste discipline serve a scremare il numero di quelli che in effetti potrebbero aver bisogno di un vero esorcista. La scienza, infatti, conosce i suoi limiti e s’arrende davanti ai casi più inspiegabili. Qui interviene l’esperto della Chiesa per il quale, come ha scritto il sacerdote spagnolo José Antonio Fortea in Summa Daemonica («Trattato di Demonologia e manuale dell’Esorcista», Tre Editori, 2008), il demonio esiste «come essere personale»: non è dunque un’invenzione della mente né della psiche, ma esiste davvero. Don Amorth spiega che esistono tre principali «azioni straordinarie» di Satana contro l’uomo: l’Ossessione, la Vessazione e la Possessione. L’Ossessione si manifesta con assalti improvvisi del demonio che induce a pensieri ossessivi, anche assurdi, per cui la persona vive in un continuo stato di prosternazione e disperazione; la Vessazione è più grave e arreca malattie, perdita di coscienza e fa compiere azioni e pronunciare parole contro la propria volontà; la Possessione, infine, si ha quando il demonio s’impossessa in toto di un corpo facendolo agire o parlare come se fosse un burattino nelle sue mani, può durare anni interi. Padre Amorth elenca anche altre manifestazioni del demonio ma quelle anzidette sono le più fastidiose. Il lavoro dell’esorcista consiste nel valutare l’effettiva presenza dei suddetti sintomi e quindi del diavolo (o dei diavoli, perché può essercene più d’uno), e poi agire di conseguenza. L’esorcismo è un sacramentale, un rituale che beneficia del potere della Chiesa oltre che della competenza e delle virtù dell’esorcista stesso. Ad affiancare l’esorcista ci possono essere dei laici in preghiera. I laici possono, infatti, con le cosiddette «preghiere di liberazione», aiutare l’opera del sacerdote. Fortea ci informa che nella Chiesa primitiva tutti i credenti potevano esorcizzare, ma dal 416 d.C. (per volontà di Papa Innocenzo I) solo i preti all’uopo comandati da un Vescovo possono esercitare questo importante ministero. Perciò, l’esorcismo riconosciuto e sostenuto dalla Chiesa è quello compiuto da un sacerdote ordinato esorcista dalla sua Diocesi, che utilizzi l’apposito Rituale. Purtroppo in seno alla stessa comunità ecclesiastica sono in molti a non credere più al Diavolo. Nonostante le Scritture, il Catechismo e vari documenti di Papi e della Congregazione della Dottrina della Fede ricordino l’esistenza dei demoni e il dovere di combatterli, molti preti, fin dagli studi seminaristi, se formalmente accettano l’idea che Satana esiste di fatto negano poi di credere ad esso come ad un’entità reale. La contraddizione è evidente: un sacerdote che crede in Cristo non può non credere a Satana, dato che Cristo sarebbe sceso sulla terra proprio per sconfiggere il Diavolo. Se già dentro la Chiesa vi è confusione e, forse, anche un po’ d’ignoranza su quello che dovrebbe essere l’Abc del mestiere, tra i credenti è anche peggio.

Per concludere, ci sentiamo di consigliare a coloro che fossero interessati ad approfondire il tema, altri tre libri di grande spessore culturale: Gli angeli ribelli (Edizioni Paoline, 2008), scritto dall’esorcista Francesco Bamonte con prefazione di Luigi Negri, Vescovo di San Marino-Montefeltro, Gli angeli (Editrice Marietti, 2000) di Renzo Lavatori, docente alla Pontificia Università Urbaniana, e infine Angeli («Ebraismo, Cristianesimo, Islam», Neri Pozza, 2009) a cura di Giorgio Agamben ed Emanuele Coccia. Esistono moltissimi testi su questi argomenti, ma è bene iniziare con quelli che riportano le più autorevoli fonti storiche prima di andare a curiosare tra gli scaffali dell’esoterismo, dove trovare opere di pregio (e ve ne sono, va detto, anche lì) equivale spesso a ricercare il classico ago nel pagliaio.

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Posted in: SECOLO D'ITALIA