I Forestali, quei soldati contro i roghi

Posted on luglio 21, 2011

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Forestali soldati contro i roghi  sul quotidiano Secolo d’Italia, 21 luglio 2011

Corpo Forestale dello Stato – 1515

Il numero che aiuta a salvare i nostri boschi dagli incendi

Come ogni anno l’estate è sinonimo di incendi boschivi. Una piaga che percorre il nostro Paese, unito in questo da nord a sud. La campagna antincendi boschivi, presentata ufficialmente il 9 giugno, è iniziata il 15 dello stesso mese e terminerà il 30 settembre. Già a maggio la Direttiva Operativa della Presidenza del Consiglio dei Ministri se da un lato metteva in risalto i risultati raggiunti dall’altro invitava a profondere ulteriori sforzi per prevenire e contrastare il fenomeno più temuto di questo periodo. Nella Direttiva della Presidenza si legge, inoltre, che «preoccupa la decisione di includere, tra i trasferimenti a favore delle Regioni a statuto ordinario da tagliare per l’annualità in corso …, anche quelli relativi alla legge 21 novembre 2000, n.353 che, in parte, sostengono e finanziano le attività di previsione, prevenzione e lotta attiva». Il Decreto Pisanu (ex Ministro dell’Interno) del 2006 sul Riassetto dei comparti di specialità delle Forze di polizia ha affidato espressamente al Corpo Forestale dello Stato «la prevenzione ed il contrasto degli incendi boschivi», compito che i Forestali svolgono, invero, da sempre, in veste di attori principali. Gli uomini e le donne del CFS (che non sono “Guardie Forestali”, ma hanno ruoli e gradi analoghi alla Polizia di Stato, con qualifiche di Pubblica Sicurezza e Polizia Giudiziaria), operano in ambito di Protezione Civile nella prevenzione e nella lotta agli incendi, e in ambito investigativo nella ricerca successiva degli eventuali responsabili. Va detto subito che l’incendio, quando scaturito da mano umana, è delitto contro la pubblica incolumità, un reato di tutto rilievo previsto dall’art. 423bis del codice penale, ivi introdotto dalla Legge 275/2000. Pena prevista: reclusione da 4 a 10 anni quando doloso. Ma la normativa di riferimento è la L. 353/2000 che definisce l’incendio come «fuoco con suscettività a espandersi su aree boscate, cespugliate o arborate, comprese eventuali strutture e infrastrutture antropizzate poste all’interno delle predette aree, oppure su terreni coltivati o incolti e pascoli limitrofi a dette aree». La 353 è la “Bibbia” degli operatori, poiché delinea le attività di previsione, prevenzione e lotta attiva. Per meglio comprendere l’estensione e la gravità del fenomeno incendi, vediamo un po’ di numeri.

Nel primo semestre di quest’anno vi è stato, rispetto allo stesso periodo del 2010, un incremento del 200 per cento del numero dei roghi, mentre le superfici andate in fumo sono aumentate di ben 300 volte. Più di mille incendi hanno ricoperto oltre 4000 ettari, di cui più della metà boscati. Campania, Lombardia, Toscana e Piemonte le regioni finora più colpite. Nel 2010, stando ai dati ufficiali del CFS, si sono verificati 4884 incendi boschivi che hanno percorso una superficie complessiva di 46537 ettari, di cui 19357 boscati e 27180 non boscati. La Sicilia è stata la regione maggiormente interessata dal fenomeno; all’ultimo posto, invece, Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige.

I Forestali hanno coordinato le azioni necessarie allo spegnimento, dirigendo le operazioni di tutte le forze messe in campo per contenere i fronti di fiamma. Squadre regionale di volontari, mezzi aerei e gli stessi elicotteri del Corpo Forestale dello Stato sono stati impiegati anche in quantità massiccia nei casi più gravi. Dopo la fase di lotta attiva, scatta quella investigativa. Nel 2010 il CFS ha segnalato all’Autorità Giudiziaria 253 persone, di cui 9 arrestate. Oltre alle cause naturali (clima, tipo di terreno), nella maggioranza dei casi gli incendi sono di origine colposa o dolosa. In particolare questi ultimi vengono dettagliatamente analizzati, tanto che la figura del piromane è oggetto di studio da parte della Criminologia. Il CFS, ci spiega il Sovrintendente Amato Patrone, uomo di punta del NIAB (Nucleo Investigativo Antincendi Boschivi), ha in dotazione un software portentoso, «il primo strumento informatico al mondo in grado di effettuare il Criminal Profiling, cioè di estrarre il profilo del criminale (sesso, età, ecc..), in questo caso il piromane, in seguito all’inserimento nel sistema di un insieme di dati, elaborati attraverso una regressione lineare». Questo strumento, unico nel suo genere, è stato sviluppato grazie al finanziamento dell’Unione Europea attraverso il progetto WICAP (Wildfire Criminal Analysis Program). L’attività d’indagine “classica”, che ha come obiettivo l’individuazione del soggetto responsabile dell’incendio, è svolta mediante molteplici accorgimenti, che vanno, continua Patrone, «dalla videosorveglianza all’uso di una specifica tecnica di repertazione detta MEF (Metodo delle Evidenze Fisiche), la quale consente di stabilire il punto d’insorgenza dell’incendio. Il POR, Protocollo Operativo di Repertazione, si attiva al momento del sopralluogo giudiziario al fine di ricercare gli indizi materiali del reato». Come nei film, esso comprende il posizionamento di “cartoncini” numerati sul terreno, utili per le misurazioni ed i rilievi fotografici. Ma il punto di forza del CFS è indubbiamente la sua conoscenza del territorio. Basta parlare con alcuni Forestali per rendersi conto che, nonostante siano pochissimi, meno di novemila in tutta Italia, essi mostrano di possedere una non comune capacità di analisi in riferimento a tutto ciò che riguarda l’ambiente posto sotto la propria giurisdizione. È questo il vero segreto del loro alto rendimento professionale.

Il Sottosegretario On. Roberto Rosso del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, di cui fa parte il CFS, sentito sull’argomento dichiara: «Anche questa estate gli uomini e le donne del Corpo Forestale dello Stato impegnati sul fronte dell’antincendio boschivo garantiranno, con la loro professionalità e con lo spirito di sacrificio che sempre li ha contraddistinti, la salvaguardia dei nostri boschi e delle nostre foreste. Arginare un fenomeno, quello degli incendi, sempre più d’origine colposa e dolosa e che minaccia intere porzioni del nostro paesaggio, è di estrema importanza. Gli incendi, e coloro che li provocano, uccidono indiscriminatamente animali, piante e colture, privando l’Italia non solo delle sue bellezze naturali ma soprattutto di quel grande polmone verde che è la nostra prima difesa dall’inquinamento e dal dissesto idrogeologico. L’Italia ha fiducia nei suoi Forestali, all’avanguardia nella tecnologia per localizzare gli incendi e nel condurre le necessarie indagini successive. Per questo al CFS va il mio personale ringraziamento, per tutto ciò che sinora ha fatto e per tutto ciò che, ne sono certo, seguiterà a fare per il nostro amato Paese».

Se avvistate un incendio potrete dare una mano anche voi chiamando il 1515, il numero del Corpo Forestale dello Stato. Un numero che aiuta a salvare i nostri boschi.

Mauro Scacchi

Elicottero del Corpo forestale dello StatoDistintivo_del_Servizio_aereo_del_Corpo_forestale_dello_StatoCorpo Forestale dello Stato

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